Fabregas: «I miei giocatori si divertono»
Interviste «Giusto quindi interpretare il calcio così, divertendosi responsabilmente»
Como
Il Como vince, ormai da cinque partite. Assodato il valore della squadra, appurata anche la capacità di mantenere sempre alta la concentrazione, anche quando l’avversario non si chiama Roma, Juventus o Milan, si fa strada un’altra chiave di lettura. È possibile che questa squadra, quando gioca, riesca anche a divertirsi, facendo quindi tutto con più naturalezza? La risposta la dà a fine partita Cesc Fabregas, il regista di questo film che non è certo comico. Ma che sta facendo divertire tutti i tifosi del Como: «Divertimento è la parola chiave – ammette il tecnico -, perché nel calcio di oggi i giocatori sono sottoposti a tante pressioni, compresi i social. Sono ragazzi che hanno bisogno di affetto, di pacche sulle spalle. Giusto quindi interpretare il calcio così, divertendosi responsabilmente, con la voglia di essere competitivi. Dobbiamo continuare così».
Del resto, al Como c’è un ambiente particolare: «Siamo in un contesto che permette di fare ciò che facciamo. Lo permette la società e lo permette un allenatore che ha sempre giocato in contesti così: tutti sono liberi di esprimersi al meglio, io mi prendo tutta la “emme” addosso se sbagliamo qualcosa».
Per Fabregas, contro il Pisa è arrivata una vittoria importantissima e non ne fa certo una questione di classifica, di corsa alla Champions, ecc...: «Abbiamo perso una persona importante del club, il signor Michael Hartono. Siamo qua grazie a lui, stiamo vivendo questo momento grazie alle persone che hanno creduto nella città e nella possibilità di fare qualcosa di importante per questo club. Hanno visto molto lontano, con una visione chiara. Non possiamo mai dimenticare chi sta rendendo possibile tutto questo. La vittoria è dedicata alla famiglia Hartono».
Quinta vittoria consecutiva, miglior difesa del campionato e secondo miglior attacco, numeri importanti che corroborano il quarto posto consolidato grazie alla vittoria e al pareggio della Juventus: «Non sono molto d’accordo sull’importanza dei numeri, che non sono uno specchio sempre fedele. Ma di sicuro bisogna avere continuità, un’idea chiara e giocare partita per partita».
Punto della situazione sugli infortuni e sulle partenze in dei giocatori con le rispettive Nazionali: «Ramon non si sentiva bene, anche Valle è partito in panchina per lo stesso motivo, mentre Baturina aveva un problemino alla caviglia. Non volevo rischiarli prima della loro partenza, anche perché non sappiamo se e quanto saranno utilizzati in Nazionale. Rodriguez? Aveva preso un colpo dopo un minuto, ne ha ricevuto un altro alla tibia e l’ho dovuto cambiare. Peccato, era la sua partita. Ora vedremo se Ramon e Rodriguez potranno partire».
Finalmente, Fabregas e il Como hanno ritrovato Diao: «È una importante, tutti sappiamo quanto abbia inciso lo scorso anno nella nostra svolta. Ha sofferto molto, tutto questo tempo senza calcio l’ha rafforzato. Sono contento per lui e per la squadra: abbiamo più possibilità. Mancano otto partite più la Coppa, avremo bisogno di tutti».
Ora arriva la pausa, prima del rush finale: «Due settimane passano in fretta, è un periodo che servirà per riposare, lavorare e recuperare. Spero che tornino tutti sani... Può far bene staccare dal campionato? Non saprei, a me piaceva giocare, non importa se per il club o la Nazionale. Mi pare che i giocatori la pensino come me, di sicuro questa è una chiamata importante, perché è l’ultima prima dei Mondiali»
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