Fabregas: «Non abbiamo mollato»
Interviste «Siamo fuori dalla Champions? Non lo so, non so in che posto siamo della classifica, non lo guardo mai»
Como
Cesc Fabregas dopo la partita ha parlato di una squadra che ha mostrato coraggio e orgoglio, e ha fatto un altro passo nel suo percorso di crescita. «Siamo fuori dalla Champions? Non lo so, non so in che posto siamo della classifica, non lo guardo mai - ha detto - Oggi la squadra ha mostrato voglia e coraggio, anche perdendo ha mostrato un bel carattere. Abbiamo fatto errori, certo, siamo giovani e dobbiamo imparare. E gli errori l’Inter non te li perdona. Ma oggi non mi piace parlare di tattica: il campo ha parlato e anche le statistiche, le nostre di oggi contro l’Inter non si vedono tanto spesso. Due anni i fa con l’Inter giocavamo al massimo un’amichevole, oggi abbiamo fatto una gara del genere. Chi fa oltre venti tiri contro di loro?».
Fabregas ha poi evitato le domande sulle novità tattiche proposte ieri sera: «Come l’ho preparata tatticamente? Non lo racconto, c’è una partita tra 10 giorni (la semifinale di Coppa Italia, ndr). Prepariamo sempre una partita diversa, oggi i ragazzi meritano grandi elogi, perché sappiamo da dove arriviamo. la crescita è importante e per me conta il coraggio di questi ragazzi e la voglia di competere».
I gol dell’Inter sono arrivati anche per errori di singoli giocatori del Como: «L’errore fa parte del gioco, alcune volte ti fanno crescere più velocemente - ha risposto - Delle volte non sbagliare ti fa pensare di essere un fenomeno. Oggi la squadra ha dato tutto: è un peccato il risultato. Già contro il Milan ho fatto l’errore di parlare di risultatismo e giochismo, oggi non lo farò. Mancano 6 partite di campionato e una di coppa: vedremo dove arriveremo».
E ancora: «Il gol preso a fine primo tempo? Pensavo fosse buono averlo preso perché temevo che i ragazzi si specchiassero.Il 2-2 all’inizio del secondo tempo è arrivato su una palla non pericolosa e dopo sulle palle inattive loro sono troppo forti. Hanno fatto credo 20 gol su palla inattiva. Dobbiamo capire delle cose e gestirle in modo diverso, ma competere era importante per il nostro percorso».
Sulle scelte di formazione ha spiegato che Da Cunha non è partito dall’inizio per ragioni tattiche, che Diego Carlos era in dubbio ed è stato sostituito «perché dopo 45 minuti non ce la faceva più, anche se Ramon avrebbe dovuto giocare solo 20 minuti e invece ha fatto tutta la ripresa, ma abbiamo fatto quasi tutta la stagione con solo tre centrali disponibili». Sulla semifinale di Coppa Italia sempre contro l’Inter ha glissato: «Adesso non è importante, esiste solo la partita di venerdì contro il Sassuolo». In chiusura una carezza alla sua squadra: «Ancora una volta i ragazzi hanno dimostrato coraggio, cattiveria, emozione. Un tifoso oggi può solo applaudire, credo. Ovvio, complimenti all’Inter, che ormai ha vinto uno scudetto meritato, dopo un buon campionato. Per noi ora l’obiettivo è finire bene la stagione».
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