Fabregas: «Vietato parlare di Champions»

L’allenatore del Como in vista del match con la Roma: «Ancora è troppo presto. Io nemmeno voglio sapere quante partite mancano alla fine, e poi, se non succedesse, cosa vuol dire, che abbiamo fallito la stagione? Pensiamo a questa partita, e proviamo a vincerla»

Como

Vietato parlare di Champions. Cesc Fabregas non vuole farlo, e neppure vuole che lo facciano i suoi giocatori. «Se lo fanno mi arrabbio, è ancora troppo presto. Io nemmeno voglio sapere quante partite mancano alla fine, e poi, se non succedesse, cosa vuol dire, che abbiamo fallito la stagione? Pensiamo a questa partita, e proviamo a vincerla. Il resto non conta».

Per lui, del resto, queste sensazioni non sono certamente nuove. «Io sono abituato a stare in queste posizioni. Non da allenatore, ma scusate se continuo a ripetermi, io penso ai progressi che stiamo facendo, a quello su cui stiamo lavorando, che non sono solo i risultati. Vi ricordate la partita di Palermo in serie B? Una sconfitta pesante, ma io quel giorno ero forse l’unico convinto, dopo quello che avevo visto, che saremmo andati in serie A, e ci siamo andati».

Che risultato preveda, adesso, per il suo Como, Cesc non lo dice, «ma penso sempre al tempo, ci vuole tempo. Il lavoro dell’allenatore è crudele, spesso si viene giudicati quando ancora non c’è stato il tempo per avere i frutti del proprio lavoro». Non è però questo il caso. E potersi giocare oggi una partita così importante, alla pari con gli avversari, è già un grande risultato che esalta il lavoro di Fabregas. «Da un certo punto dell’anno scorso abbiamo cominciato ad assorbire la mentalità giusta. E adesso abbiamo trovato la naturalezza di provare a vincere sempre. Contro la Roma voglio vedere questo. Partita decisiva? E’ una partita con tre punti in palio, contro una grande squadra, da giocare a livello e ritmi altissimi, come abbiamo saputo fare contro altre grandi avversarie. Non ci sono motivazioni diverse».

Focus sugli infortunati, Perrone uscito per una botta alla coscia a Cagliari, e Diao che non era neppure in panchina. Preoccupa un po’ di più il centrocampista, «diciamo che oggi posso dire che al sessanta per cento ci sarà. Si è un po’ spaventato perchè l’anno scorso per un problema simile è stato fuori tre mesi, ci aveva giocato sopra e la situazione era peggiorata. Stavolta non è così, si è allenato a parte qualche giorno e ha già ripreso con il gruppo. Diao ha sentito una scossa nel punto in cui si era infortunato e abbiamo preferito non rischiarlo, ma ha lavorato regolarmente tutta settimana». L’assenza di Perrone dall’inizio è comunque un’ipotesi possibile... «Anche su Marte ormai sanno quanto sia forte Perrone e quanto sia importante per noi. E’ un giocatore delle cui qualità sono sempre stato convintissimo, fin dall’inizio, e arriverà ai massimi livelli mondiali. Ma ci è già capitato di dover fare a meno di giocatori forti e le soluzioni ci sono sempre state».

Tornando alla Roma, e a Gasperini con cui Fabregas ha già avuto qualche tensione l’anno scorso, Cesc smorza i toni. «E’ una squadra che se non la affronti al meglio può farti molto male, ma siamo già abituati a questo tipo di partite. Mi aspetto pressing alto e asfissiante, con giocatori di grande fisicità, che sanno giocare a calcio molto bene. Sì, vedo in questa Roma forti somiglianze con l’Atalanta di Gasperini, lui ha una grande capacità di saper trasferire velocemente le sue idee di calcio ai suoi giocatori. A gennaio hanno fatto un grande mercato con ottime scelte, è sicuramente una squadra pericolosa». Che, secondo Fabregas, potrebbe non risentire troppo dell’impegno di Europa League dell’altra sera a Bologna. «Hanno tante carte per crearci problemi, hanno fatto riposare diversi giocatori per farli giocare a Como, e inoltre sono una squadra abituata a giocare tanto».

Il Como dovrà vincerla con le sue carte, e con scelte che Cesc ovviamente non svela. «Se ho pensato alla difesa a tre? Non abbiamo ancora deciso nulla sulla fase difensiva. Dobbiamo provare a “frustrarli”, a metterli in difficoltà. Importante fare le scelte giuste sulle fasce». Sarà anche una sfida tra due eccellenti portieri, tra i migliori del campionato. «Sì, due che fanno la differenza e che hanno salvato la squadra in più di una occasione, sempre molto attenti, giocano molto alto. Ma stavolta spero che la bravura di Butez non si debba vedere, che dalle sue parti il pallone stia lontano il più possibile».

© RIPRODUZIONE RISERVATA