Fabregas visto da vicino. L’urlo «compite!» è il nuovo mantra
Focus Il tecnico spagnolo ripreso a bordocampo da Dazn durante tutta la partita contro la Juventus. Il cambio lingua, la richiesta di stare alti e altre curiosità
Como
Diciamo che qualcosina, così a occhio e da lontano, lo si era già notato. Parliamo dell’atteggiamento di Fabregas quando siede in panchina. Energico, agitato, frizzante, tarantolato. Per chi ha la fortuna di vedere in tribuna le partite del Como al Sinigaglia non è una novità.
E nell’ultima puntata di “BordoCam”, il format di Dazn che riprende gli allenatori da vicino durante le partite, tutti hanno potuto notare il comportamento di Cesc durante la sfida di campionato con la Juventus, con tanti elementi curiosi da sottolineare. Vediamoli.
La richiesta di pressing
Uno dei fattori che salta subito all’occhio è la richiesta di pressing alto da parte di Fabregas alla sua squadra. Si nota in particolare una situazione in cui la Juventus riesce a sviluppare il gioco dal basso coinvolgendo il portiere Di Gregorio, e in quel frangente Cesc si indispettisce, allarga le braccia, perché vuole che la sua squadra attacchi subito i difensori della Juve e copra le linee di passaggio, costringendoli al rinvio lungo.
«Altos!» è il termine gridato da Fabregas per far capire ai suoi ragazzi quando è il momento di far partire l’azione di pressing. Una strategia che si è rivelata vincente, dato che nel corso di tutta la partita i bianconeri non sono mai riusciti a sviluppare azioni partendo dal proprio estremo difensore.
Poliglotta
La squadra è tutta giovane, ma con tanti giocatori di nazionalità diversa. Rispetto agli anni scorsi dove Fabregas si rivolgeva ai suoi ragazzi principalmente in italiano, oggi Cesc cerca con ognuno di parlare la rispettiva lingua. Spagnolo e inglese, ovviamente, ma anche francese.
Lo si nota quando si rivolge a Maxence Caqueret dicendogli: «Tres bien Maxi, tres bien!». Anche questo è un modo che l’allenatore adotta non solo per farsi capire al meglio, ma per dare importanza a tutti i singoli.
“Compite!”
Ecco, abbiamo trovato un’altra parola iconica dopo il pluricitato “Repito” che spesso gli sentiamo dire in conferenza stampa, come intercalare. Il termine che a bordo campo va per la maggiore è «compite!», che dallo spagnolo si può tradurre come «lotta!» oppure «duella!».
Fabregas lo ha ripetuto decine di volte nel corso della partita, in particolare quando i suoi giocatori stavano puntando l’uomo o affrontando un contrasto. A questo nuovo urlo ha sempre accompagnato una gestualità plateale, sbracciando, accompagnando i movimenti. Cesc si comporta come se fosse in campo a giocare. Se i paragoni con Wenger in termini di gioco ormai non si contano più, per quanto riguarda l’atteggiamenti in panchina Fabregas è molto più simile ad allenatori come Conte o Mourinho. Personalità cioè che trasmettono energia solo a guardarli. Sarebbe interessante sapere quanti chilometri percorre lo spagnolo durante le partite. Tant’è che nei minuti finali si vede Cesc accompagnare la squadra con la voce fino alla fine: «Dos minutos! Vamos, vamos, vamos!».
E sull’ultimo calcio di punizione per la Juventus, ecco un sussulto privato, tra sé e sé, questa volta in italiano, che si riesce a decifrare chiaramente osservando il labiale: «Non prendiamo gol, non prendiamo gol».
Finale
Alla fine, si scioglie. La festa sotto la curva con gli iconici tre urli, non prima del discorso alla squadra in cerchio: «Per questo, vi ringrazio! Continuate così e non guardate la classifica. La classifica riflette solo il nostro buon lavoro, ciò che facciamo ogni giorno. Aiutiamoci a vicenda e dato che siete stati così bravi c…o, due giorni di riposo!»
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