I detrattori del Como? Belli nascosti, non parlano più

Lo sfogo Da Allegri a Garlando, in tanti avevano giudicato male Fabregas e il progetto dei lariani

Vorremmo entrare - zitti zitti, quatti quatti - nelle case di coloro che fin dall’inizio avevano giudicato male il Como. Adesso, con l’Europa in mano, è il momento giusto per prendersi qualche rivincita e annunciare ai gran visir del calcio una cosa molto semplice: non ci avete capito nulla.

Eh sì, l’elenco dei personaggioni che si sono divertiti a puntare il ditino contro la squadra azzurra è parecchio lungo. Ve li ricordate i commenti?

E il Fabregas arrogante, presuntuoso, che vuole insegnare calcio in Italia, che allarga il campo, che è troppo giovane, che durerebbe due giorni in una grande. E poi la società di arricchiti e miliardari, perché è facile con i soldi vero? Dissero quelli che hanno speso 40 milioni per Openda, 37 per Nkunku, 35 per Lucca, 25 per Piccoli, 23 per Luis Enrique, 17 per Estupinan, 13 per Joao Mario. Dobbiamo andare avanti?

Invidia, brutta bestia

La verità che in tanti hanno faticato ad ammettere - presi dal tifo, da qualche interesse, o banalmente da un’invidia sempre crescente - è che il Como ha dato una grande lezione a tutti, big comprese. Ha speso tanto ma non ha sprecato nulla, aumentando il valore dei giocatori della rosa. Ha proposto un gioco rischioso sotto certi aspetti, ma che ha portato risultati incredibili nel medio lungo termine. Ha fatto crescere i giovani, tanti.

E per chi avesse qualcosa da dire sui pochi italiani, giusto qualche giorno fa la Primavera è stata promossa nella massima serie. Quindi, calma e pazienza perchè arriveranno anche loro, come più volte hanno sottolineato Fabregas, Ludi e il presidente Suwarso. Ha investito negli impianti, rinnovando completamente il centro sportivo. Ha creato un’atmosfera allo stadio unica, consentendo ai tifosi di vivere l’esperienza della partita con iniziative extra campo che valorizzano il territorio. Ha proposto una comunicazione davanti ai media sempre diretta, mai banale, che non si nasconde dietro la retorica ma analizza nel merito i vari aspetti del progetto in corso.

Saluti e ringraziamenti

E quindi, un caloroso grazie a tutti i detrattori, con delle menzioni speciali. In primis, grazie a Max Allegri. Il «bambino» Fabregas, come lo ha definito lui, alla sua seconda stagione in carriera da allenatore ha fatto benino, no? Grazie anche al collega giornalista Luigi Garlando: la sua rubrichetta con toni a mo’ di oracolo in cui sbeffeggiava il Como, esaltando Sassuolo e Cremonese, è stata ritagliata da tanti tifosi lariani. Una previsione da incorniciare.

Grazie a Hernanes, che durante la partita di domenica si è sbilanciato intorno a metà del primo tempo dicendo: «Nemmeno mi sono accorto che Douvikas è in campo». E pensare che lo chiamano “profeta”: un nome, un programma.

Grazie ai tifosi di Inter, Milan e Juve, diventati come per magia supporter comaschi. Grazie ai romanisti Gasperini (che salutiamo!) e Mancini, perché siamo gentili. Grazie al buon Simonelli, presidente della Lega Serie A che ha tenuto in ostaggio per mesi la partita contro il Milan: si era messo in mente di giocarla in Australia, poi devono avergli tolto il bicchiere. Grazie infine ai lamentoni per professione, quelli a cui non andrà bene nemmeno l’Europa, perchè la Champions o lo scudetto erano meglio.

Il Como ha aspettato sulle rive del lago. Oggi dedica un sorrisetto innocente a quella carovana di anime giudicanti che si vede laggiù, avvolta dalle intemperie, pronta a ritornare nel dimenticatoio.

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