I migliori d’Europa. Subìti 22 gol: solo l’Arsenal come gli azzurri

Record Il Como non ha eguali in Italia, Inghilterra (salvo la squadra di Arteta), Spagna, Francia e Germania. Dopo 30 giornate una media di 0,73 reti incassate a partita. Il primato è del Porto, capolista (appena 11 in 27 gare)

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Tutti a celebrare il gioco spumeggiante e spettacolare del Como di Cesc Fabregas. Tutti a ricamare sulle alchimie tattiche del tecnico spagnolo e della resa dei vari talenti, da Nico Paz a Tasos Douvikas. Ma il vero cambiamento, il Como l’ha fatto in difesa. I numeri parlano chiaro: dopo la trentesima giornata – l’ennesima senza gol incassati - il Como è ora la miglior difesa della serie A con 22 reti subìte. Ma il dato che sorprende è anche la proiezione internazionale di questo dato clamoroso: quella del Como è la seconda meno battuta nelle cinque principali competizioni europee.

Con chi se la gioca il Como? Nientemeno che con l’Arsenal, capolista di premier League, la squadra che ha lanciato Fabregas nel grande calcio e che lo stesso allenatore ha più volte indicato come la squadra più forte nel panorama europeo. I Gunners svettano con 22 reti subite, ma con una partita disputata in più, 31 contro le 30 del Como nella serie A italiana. Una differenza minima, considerando la media gol subiti a partita: 0.70 per l’Arsenal, 0.73 per il Como.

Restando in Italia, il Como è tallonato da Milan (23 reti al passivo, 0.76 di media) e Inter (24, 0.80). Tornando ancora all’estero, il Como ha preso gli stessi gol del Paris Saint Germain, capolista della Ligue 1, ma i campioni d’Europa hanno disputato ben 4 partite in meno.

Il viaggio prosegue in Spagna e il solo pensare che il Como abbia subito meno reti di Barcellona e Real Madrid mette i brividi. Ma la realtà è questa: la capolista Barcellona ne ha presi 28 e il Real 26, in 29 partite. In questo caso, la differenza vera è con il dato dell’attacco: 78 e 63 reti per le due regine di Spagna. E ancora, puntando a nord, il Como risulta più solido anche del Bayern Monaco, che ha subito 25 gol in 27 incontri di campionato.

Questo per quanto riguarda i cinque campionati universalmente considerati “maggiori”. Dando un’occhiata anche ad altre realtà, l’Union Saint-Gilloise, prima nella Jupiler League belga, svetta con soli 17 gol presi in 30 partite. Il terzetto che guida la Liga Portugal, le tre “sorelle” lusitane Porto, Sporting Lisbona e Benfica, hanno subito rispettivamente 11, 15 e 17 gol in 27 incontri, ma il divario con il resto delle squadre è abissale. Per curiosità (e vicinanza), in Svizzera il Thun ne ha subiti 35 in 31 partite, in Croazia la Dinamo Zagabria 22 come il Como, ma in 27 turni, in Austria l’Hartberg sesto è a quota 24 in 22 partite.

Dati che mostrano anche la grande differenza tra il Como di un anno fa e quello attuale: dopo 30 partite, la scorsa stagione erano 47 le reti incassate. Più del doppio di quelle attuali. E il Como concluse il campionato a quota 52: tenendo la media di quest’anno, concluderebbe a 27-28.

Sulle motivazioni di questa crescita, si potrebbe disquisire per ore. Ma sembra un dato di fatto l’innalzamento della qualità degli interpreti, a partire dal portiere Jean Butez che condivide con Yann Sommer il primato dei clean sheet stagionali, 14 a testa. Incide in queste statistiche anche il possesso palla prolungato, un’arma studiata in chiave offensiva, ma che ha anche un riverbero in chiave difensiva: più ho la palla io, meno occasioni hai tu di colpirmi. Qualità, organizzazione, interpretazione: chiavi essenziali per primeggiare in Italia e, un domani, riuscire a competere anche in Europa.

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