«Il Como è una potenza, ma non sarà decisiva»

Intervista Parla Walter Sabatini, direttore sportivo ex Roma, un grande personaggio del calcio italiano

Como

E chi se non lui per parlare di Como-Roma, ma anche del progetto del club lariano, simbolo di innovazione, avanguardia e grandi ambizioni. Walter Sabatini non è proprio uno di primo pelo. Maneggia il calcio. Conosce le dinamiche. La sua carriera come direttore sportivo e dirigente tecnico non ha certo bisogno di presentazioni. In vista del match di domenica sera, lo abbiamo contattato.

Direttore, Como-Roma: ma è davvero uno scontro diretto?

Certamente, ma proprio in generale. Si scontrano due potenze del calcio italiano. Non lo avrei mai pensato… Il Como ha fatto un exploit che sarà duraturo. Hanno un allenatore che trasmette entusiasmo, ha idee nuove e quando vedo giocare i lariani, soprattutto in trasferta, noto la personalità tipica delle grandi squadre. La Roma invece è già saldamente nel rango delle grandi. La vedo solida nonostante l’ultima sconfitta.

Può essere decisiva?

No, ma chi vince farà un salto in termini di entusiasmo. Bisogna capire una cosa; i risultati migliorano i giocatori. Quando una squadra vince tutti ne giovano, performano a livelli anche impensabili. Como e Roma hanno due organici adatti a proporre un calcio prepotente, mi aspetto una bella partita.

Sarà anche in confronto tra Fabregas e Gasperini…

Su questa tema, non faccio confronti. In generale, preferisco allontanarmi dalla visione che si dà spesso agli allenatori di “deus ex machina”, quasi fossero delle semi divinità. Sono certamente tecnici eccezionali, che danno un forte impulso alla squadra, ma i paragoni sono inutili. L’allenatore è un mestiere difficile soprattutto quando si tratta di creare un contesto adatto. C’è una persona che deve essere in grado di essere credibile e far lavorare bene altre persone: tutto qui.

Il Como è un modello a livello societario. Che ne pensa del collega Ludi?

Era un buon difensore quando giocava. A livello dirigenziale non l’ho incrociato perché sono fuori dal mondo da ormai un anno e non frequento più il calcio attivamente. Certo lo vedo in perfetta sintonia con l’allenatore. È un ragazzo, giovane, preparato, moderno. Nell’individuare giocatore è di una categoria top. Vale per tutta la struttura che hanno creato. Non hanno sbagliato un colpo.

Tra i singoli del Como, c’è qualcuno che l’ha sorpresa?

Non mi piace parlare di singoli, quello lo lascio agli opinionisti. Io faccio il dirigente, e ogni dirigente sa che parlare bene o male di un giocatore significa mistificarne il prezzo. Tutti hanno il loro perché e ogni calciatore può essere valutato solo in base al contesto.

Cosa significa avere alle spalle una proprietà così solida?

Aiuta aiuta… banalmente puoi sederti al tavolo delle trattative per ogni giocatore. Ho sentito il presidente che ha detto “Io i giocatori non li vendo, li compro”. Una considerazione provocatoria che però mi ha fatto sorridere. Ha fatto bene. Ha dato un messaggio importante ai tifosi e ricordato a tutti che il calcio non è gratis.

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