«Il Como lassù non è una sorpresa. Ora il mercato»

Calcio serie B Il parere di tre giornalisti esperti della categoria

È un Como che non sorprende gli addetti ai lavori. Il secondo posto con cui si è chiuso il girone di andata, però, non porta ancora a poter tirare conclusioni certe sul futuro. E’ una posizione che andrà gestita con molta attenzione, in vista della seconda parte di una stagione in cui le difficoltà possono essere ancora tantissime.

«Nel solco di Longo»

«La sensazione positiva - dice Nicola Binda, responsabile delle pagine di serie B de La Gazzetta dello Sport - è che Fabregas, al di là delle motivazioni che hanno portato al suo arrivo, abbia comunque saputo continuare il lavoro nella scia di quello che Longo aveva già impostato. Dare un taglio troppo netto avrebbe comportato un rischio grosso, che poteva compromettere pesantemente i risultati».

E il merito dello spagnolo, «è anche quello di saper correggere i suoi errori. Faccio un esempio, nel primo tempo con il Palermo la formazione era sbagliata, e lui l’ha cambiata. Qualche errore di inesperienza lo commette, ma sta comunque provando a crescere e a far crescere la sua squadra, proponendo anche cose nuove, come l’altro giorno a Cosenza con le due punte dall’inizio».

Dove può arrivare questo Como? «La B è un ottovolante, abbiamo visto squadre forti come il Palermo e il Venezia avere momenti di crisi, ma la concorrenza quest’anno resta forte. Ora il mercato è una grande opportunità per migliorarsi ma bisogna muoversi con attenzione. Perché toccare un meccanismo che comunque funziona è sempre delicato. Per me ci vorrebbe un altro Verdi, un’altra pedina così nella fascia dietro le punte. Dove il Como ha giocatori di qualità, ma non abbastanza determinanti. Io interverrei lì».

Alessandra D’Angiò, giornalista comasca inviata di punta di RaiSportg, sostiene che «“vedere il Como lì davanti non può sorprendere, visto anche il livello dell’organico. Mi ha colpito come la squadra non abbia patito il cambio in panchina, restando solida e concentrata. Ora la sosta va sfruttata per capire bene che identità dare al gioco e come usare ancora meglio tutte le risorse a disposizione, anche chi sta giocando meno. È una squadra che non può prescindere da Cutrone e Verdi, ma fa piacere vedere come anche la vecchia guardia sia sempre importante».

E c’è un difetto da correggere, secondo D’Angiò, «chiudere prima le partite, perché si sono corsi troppi rischi, troppe volte si è arrivati a vincere o segnare all’ultimo. E non può andare sempre bene. Solo a fine febbraio però, dopo i due scontri con Parma e Venezia, si potrà capire se la promozione diretta sarà possibile».

«Meno se ne parla, meglio è»

Per il comasco Marco Demicheli, esperto di serie B per Sky, «Parma a parte, il Como in questo momento è assolutamente alla pari con squadre come Venezia, Cremonese e Palermo, tutte candidate alla promozione diretta. Essere lì dopo 19 giornate non è un caso, ed è importante dopo quello che è successo in questi mesi, con il cambio Longo-Fabregas che è stato assorbito benissimo. Dove migliorare? Negli scontri diretti, se il Como riuscirà a fare più punti in quelle partite può davvero ambire alla promozione diretta. Il fatto di dover affrontare in casa Parma e Venezia può essere fondamentale. Dal mercato mi aspetto qualche innesto importante, credo che l’idea sia quella di alzare ancora il livello. Ma in fondo non è un male essere partiti non tra le primissime favorite, meno se ne parla e in un certo senso meglio è».

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