Il Como si gioca una fetta di Champions
La partita Alle 18 al Sinigaglia c’è la sfida con la Roma: le due squadre appaiate a 51 punti in zona Europa
Fu una tappa importante nella stagione biancoblù. Era metà dicembre, il Como fino a quel momento aveva sempre subìto gol, e quella fu invece la prima volta in cui la porta, che ancora non era di Butez, restò inviolata. Un 2-0 netto e meritatissimo che segnò un punto di svolta, il Como da lì cominciò a crescere, un percorso proseguito poi grazie al mercato di gennaio e a tutto quello che venne dopo. Oggi Como-Roma potrebbe essere ancora più importante, anzi lo è.
Uno scontro per la Champions, vengono i brividi soltanto a dirlo. Ma, anche sposando la linea di Cesc Fabregas che di questa parola non vuole nemmeno sentir parlare, una specie di chiusura di quel cerchio che proprio in quella gara si aprì. E oggi è il momento di aprirne un altro, il più bello mai raggiunto dal Como. Partita decisiva? Forse no, sicuramente non del tutto. Per l’una e per l’altra squadra ci sono ancora nove partite da giocare, nessuna delle quali può avere meno importanza a questo punto della stagione. Certo, togliere tre punti a un avversario diretto avrebbe un peso specifico importantissimo, ma Como e Roma non stanno correndo da sole. E oltre questa sfida ci sono avversarie, la Juventus in primis, di cui non bisogna dimenticarsi.
Battere la Roma, però, avrebbe un significato che va anche oltre la classifica, vorrebbe dire dimostrare ancora una volta di potersi battere alla pari con chi sta in alto. Poi c’è anche la possibilità di pareggiare i conti con la sconfitta dell’andata, e in sottofondo c’è pure la sfida a distanza tra Fabregas e Gasperini, due tecnici che ben più di altri sanno dare alle loro squadre una precisa identità. L’anno scorso ciascuno vinse in casa dell’altro, oggi toccherebbe a Fabregas prevalere in casa sua, come ha fatto Gasperini all’andata. I presupposti perché sia una partita bella ci sono tutti, così come quelli che possa essere una sfida molto accesa dal punto di vista agonistico. I tifosi, tutto l’ambiente del Como, sentono giustamente molto la partita. Lo stadio è esaurito da giorni, la squadra ha avuto una settimana intera da dedicare alla preparazione della gara. Si abusa tanto quest’anno di un aggettivo, “storico”. Ma questo Como la storia la sta facendo davvero. E oggi la storia biancoblù passa sicuramente da qui.
Cosa farà Fabregas, che tipo di squadra sceglierà? Nell’ultima sfida giocata in casa, la semifinale di Coppa Italia con l’Inter, la scelta era stata quella di non rischiare troppo, pur avendo fatto il Como qualcosina in più. Ma di fronte c’era un Inter che aveva abbastanza chiaramente puntato al pareggio. Stavolta non sarà lo stesso, difficile pensare che la Roma possa rinunciare a fare la partita. Servirà perciò qualcosa di diverso. Resta però la doppia possibilità, ovvero quella di partire con la punta centrale, Douvikas, affiancato probabilmente da Baturina e Vojvoda, quindi due giocatori in grado di agire sia offensivamente che in copertura. A centrocampo potrebbe mancare Perrone, almeno dall’inizio. Quindi al fianco di Da Cunha dovrebbe esserci Sergi Roberto, con Paz nella sua consueta posizione.
Ma non è da escludersi neppure l’idea di un centrocampo più denso, rinunciando alla punta e schierando Caqueret in linea con Paz. C’è poi Rodriguez, c’è Diao che torna tra i convocati, per l’attacco c’è anche Morata. Tante soluzioni, come sempre. La Roma ha una difesa forte, il Como ce l’ha altrettanto, e anche questa sarà una sfida nella sfida in una gara che è già tra le più significative della stagione, ma potrebbe risultare anche la più importante.
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