La scritta per Borgo sulle magliette. Aggirato il divieto

Calcio Era stato vietato l’ingresso a uno striscione e anche a una coreografia dedicata al campione. Al 9’ la scenografia nei distinti e i cori della curva

como

Se c’è una cosa che ai tifosi non manca, è la fantasia. Specie se c’è da aggirare divieti e restrizioni. Solo che qui, in ballo, non c’erano giri di vite in merito a insulti o ironie da derby. No. C’era il nome di un campione, Stefano Borgonovo, che Como ha adottato per l’eternità, e su cui tutta la città tifosa è d’accordo: il nostro mito. E così, il divieto di introdurre allo stadio Sinigaglia, venerdì sera, striscioni e coreografie che avessero per oggetto il nome di Stefano, è stato bypassato da una body painting coreografy messa in scena dai Pesi Massimi.

Riassunto delle puntate precedenti. La famiglia Borgonovo, qualche tempo, fa aveva diffidato i gruppo Pesi Massimi dall’utilizzare il nome del giocatore scomparso nel 2013. In particolare, di abbinarlo al Trofeo che il gruppo organizza ogni fine stagione e che premia il miglior calciatore dell’anno. Apriti cielo. Il gruppo, che è sempre stato attaccatissimo al ricordo del campione, che ha organizzato serate, amichevoli e persino una serata teatrale in sua memoria e che sventola orgoglioso il bandierone con il motto del calciatore («Non esiste paura nel cuore di chi lotta»), si è sentito denudato di un ideale. Così aveva pensato di esporre un grande striscione dedicato a Borgonovo nei distinti. Ma gli era stato vietato. Allora aveva pensato a una coreografia, ma ancora “niet”. Sconcerto. Perché vietare l’esposizione di un telo con il semplice nome di un calciatore che ha fatto la storia del Como, è sembrato alquanto bizzarro. Così i Pesi sono andati avanti per la loro strada. Prima hanno appeso uno striscione fuori dal Bar Pino con scritto “Borgonovo uno di noi”. Poi, al 9’ minuto del primo tempo (non a caso: 9 era il numero di maglia di Borgonovo), una fila di aderenti al gruppo si è alzato in piedi, via cappotti e giubbotti, e grazie alla sequenza di lettere impresse ognuno sulla propria maglietta, hanno composto appunto, “Borgonovo uno di noi”, cioè la scritta che doveva comparire su striscione e coreografia. Mentre dalla curva sono partiti i cori “Borgo gol”, come negli Anni Ottanta, cosa che ha partorito più di un brivido. L’ennesima puntata di una vicenda che sembra tutto tranne che vicina alla conclusione. Di questa battaglia proprio non se ne sentiva la mancanza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA