L’Inter fa un regalo al Como: siamo (almeno) in Europa League

I nerazzurri ieri hanno battuto (2-0) la Lazio nella finale di Coppa Italia, regalando ai lariani la certezza della promozione nella seconda coppa europea per importanza. E resta sempre possibile la Champions

Como

Esultate gente. La sbornia continua. Il Como alla sua prima esperienza in Europa (ok, tolta la Mitropa Cup) giocherà per lo meno in Europa League. La Conference non è più nel ventaglio delle ipotesi. E tutto per il regalo dell’Inter, che ieri ha battuto (2-0) la Lazio nella finale di Coppa Italia, regalando alla sesta classificata (il Como in questo momento) la promozione nella seconda coppa europea per importanza. E siccome il Como è irraggiungibile dalla settima, il gioco è fatto. Per il Como è ancora tutto aperto, potrebbe anche giocare in Champions, ma da ieri sera quel che è certo è che non farà la Conference.

È una notizia importante perché le squadre che partecipano alla Europa League sono più nobili di quelle che partecipano alla Conference. Ora: dovessimo ragionare con la testa del tifo, partecipare alla Conference avrebbe potuto essere più facile, addirittura (come dice Bergomi) con possibilità di successo. Ma poi c’è l’aspetto di nobiltà. Ed è ovvio che ci sia la voglia di vedere al Sinigaglia gli squadroni, anche a costo di prendere delle sberle. Non sfugga anche la curiosità di aver ricevuto un regalo da una squadra che i tifosi del Como vedono come il diavolo (non nel senso del Milan). Nessuno forse avrà tifato Inter, ma adesso la gente azzurra mette in tasca volentieri il gentile cadeau.

Intanto l’attenzione di tutti è anche per la situazione tra il vergognoso e il comico che si è verificata per fissare gli orari delle partite del prossimo turno. La famosa contemporaneità tra le squadre in lotta per lo stesso obiettivo (Roma, Juventus, Milan e Como) e il derby di Roma che ha il problema degli internazionali di tennis, lì a pochi metri, da gestire. Eravamo rimasti allo spostamento coatto della partita (e di conseguenza di ComoParma) il lunedì alle 20.45 (e non la domenica alle 12.30 come proposto), da parte della Prefettura di Roma e alla minaccia della Lega Calcio di fare ricorso al Tar.

Ieri un’altra puntata. La Lega ha proposto la domenica alle 12, anticipando di mezzora, proponendo anche lo spostamento della finale degli internazionali di tennis di mezzora. Proposta sulla quale ha insisitito anche il presidente di Lega Calcio Simonelli dalla tribuna dell’Olimpico: «Abbiamo fretta di sapere, ci sono le partite da organizzare. Oltre domani (oggi, ndr) non si può andare. Ci pare una proposta ragionevole». Ma per il Viminale la proposta «non è percorribile».

Così finisce a vuoto, almeno per ora, il tentativo di anticipare. E la Lega, come aveva già preannunciato, ora potrebbe percorrere la strada del ricorso al Tar. Dopo aver preso atto del rinvio (non condividendolo) la Serie A aveva presentato la sua proposta al ministero degli Interni, per l’anticipo «alle 12 dell’inizio di tutte e 5 le partite. Se così non fosse dovremmo presentare un ricorso al Tar».

E così è stato. La Lega non voleva un aut aut. Ma in serata fonti qualificate hanno ribadito che giorno e orario restano quelli decisi dal Prefetto. Che poi, scusate, ci pare anche un braccio di ferro tra calcio e tennis, ossia tra la disciplina totem e la nuova realtà che rischia di mettere in ombra il pallone. Oggi sapremo.

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