Lo sapevate che... Le sfide del passato tra Como e Inter

LA PARTITA Nel ’73 per questa partita fu inaugurato l’impianto di illuminazione del Sinigaglia. Nel 1991 la paperissima doppia di Fadoni e Zenga e la “prima” della nuova tribuna (con Marotta)

COMO

Vi abbiamo spesso raccontato i mille spigoli di Como-Inter: il derby che stranamente si nasconde nella pancia di una sfida così sbilanciata, le cinque vittorie degli azzurri, le tre batoste per 4-0 a San Siro, la maglia gialla dell’Inter che ballò una sola estate (quella del 1980) e giubilata dopo la sconfitta al Sinigaglia. Eppure, nell’immaginaria libreria dei ricordi, c’è un Como-Inter ancora tutto da sfogliare, da raccontare, perché nessuno l’ha mai fatto. Il Como-Inter di Coppa Italia. E non per stantìo (seppur doveroso, ci mancherebbe) spirito statistico. Ma perché in quelle partite ne sono successe di tutti i colori.

Prendiamo l’ultima doppia sfida. Perché c’è da ridere. Era l’autunno inverno del 1991, campionato 1991-92, doppia sfida il 30 ottobre a San Siro e il 2 dicembre al Sinigaglia. Como di serie C allenato da Frosio, Inter che doveva digerire l'addio di Trap e provava a farlo (senza fortuna) con le alchimie di Corrado Orrico.

Ottavi di finale. Il Como vi ci era giunto eliminando, un po’ a sorpresa, Cremonese e Cagliari. A San Siro ci fu la serata da “Oggi le comiche”. Risultato finale 2-2. Sì, ma come? Il Como fa due autoreti nel giro di 2’, al 44’ e al 45’ del primo tempo. La prima, ok, deviazione di Maiuri su tiro di Desideri. Ma la seconda diventa sigla di “Mai dire Gol” della Gialappa’s. Una rete incredibile. Colpo di testa di Bergomi da fuori area, la palla spiove davanti all’area piccola dove il libero Chiodini si gira e guarda la sfera che rimbalza docile verso il (secondo) portiere Fadoni. Il quale non si capisce bene cosa combina, il rimbalzo lo scavalca, lui si gira, rincorre il pallone, inciampa e la palla gli cade sulla schiena prima di finire in gol. Povero, povero, povero Fadoni, segnato per sempre e per sempre preso in giro nello spogliatoio per quella rete che, più la riguardi e più ti chiedi: «perché?».

Il Como però trovò la forza di pareggiare nella ripresa, con Pedone e Mazzoleni, quest’ultimo approfittando di un’altra «Paperissima» (che tra l’altro fu il titolo della Gazzetta del giorno dopo), stavolta dell’Inter: Zenga che esce dall’area, si scontra con il compagno Montanari, i due lasciano la palla lì, raccolta dal giocatore del Como che deposita in rete. Una partita leggendaria per due motivi: una per gli errori, due perché miracolosamente il Como uscì da quella trasferta ancora in corsa.

«Finalmente possiamo dare una accoglienza agli spettatori degna del Calcio Como

Il ritorno poco più di un mese dopo, vide il successo dell’Inter per 2-1 (Berti, Klinsmann e Mirabelli su rigore), che passò il turno. Ma la notizia non sta lì. Quella è la partita di inaugurazione della nuova tribuna centrale del Sinigaglia, la stessa di oggi, rivisitata certo in poltroncine e hospitality, ma insomma sempre quella è. Che dunque compie 35 anni. Ora: indovinate chi fece gli onori di casa per quella struttura con taglio del nastro? Tenetevi forte: Beppe Marotta, oggi presidente dell’Inter, allora direttore generale del Como. La tribuna era costata quasi quattro miliardi e mezzo, inizialmente 3800 milioni di lire, poi altri 530. Conteneva 2600 posti e Marotta ne salutava così l’arrivo: «Finalmente possiamo dare una accoglienza agli spettatori degna del Calcio Como».

La nuova tribuna era sorta al posto di quella vecchia che era famosa in Italia perché (come accadeva anche al Menti di Vicenza) alcuni piloni impedivano la visuale a spettatori e riprese tv. Ma in quella partita capitò anche un’altra cosa: l’arbitro Sguizzato di Verona nel finale di partita venne colpito da un oggetto lanciato dalla Curva Azzurra, un episodio simile a quello che costò l’eliminazione del Como sei anni prima, l’accendino sulla testa di Redini a Como-Sampdoria del 1986, che siamo qui ancora ricordare come un rosario. Ma Sguizzato portò a termine la partita.

Chiudiamo con un’altra citazione tra le 10 (sinora) sfide di Coppa Italia tra Como e Inter: il 2 settembre del 1973 si giocò un Como-Inter 1-1 al Sinigaglia, reti di Casone e Correnti (autogol). Ma anche il quel caso il risultato non è la cosa imperitura: quella sera venne inaugurato il primo impianto di illuminazione del Sinigaglia, che sino ad allora non ne aveva uno. Riflettori potenti, in posizione diversa rispetto a oggi, visto che furono posti sugli spalti dei distinti. E da quella sera cominciò una lunga teoria di notti più o meno magiche allo Stadio Sinigaglia. Accidenti, Inter sempre legata ad inaugurazioni. Se pensate che la prima partita ufficiale al Sinigaglia del 1927 fu proprio contro l’Inter...

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