Scandalo Wesley? No, è Gasp che rosica
Il caso L’episodio dell’espulsione vivisezionato (male e a senso unico) dalle moviole. La rabbia del tecnico. C’è chi dà del simulatore a Diao, mentre la stampa nazionale (guarda un po’) attacca Fabregas: «Litiga con tutti»
Como
Un bel caso arbitrale nel nostro stadio. Ci mancava. Ma per la legge dei grandi numeri, prima o poi doveva capitare. Nella sfida diretta per la Champions poi. Mentre il Como prendeva a pallate la Roma, sulle televisioni si giocava tutta un’altra partita. Quella del secondo cartellino a Wesley per fallo su Diao. Episodio che ha scatenato la rabbia di Gasperini.
Il fatto
Il fatto: il Como in ripartenza subisce fallo in mezzo al campo, Baturina atterrato da Pellegrini.
L’arbitro ha una esitazione, perde il passo, pensa se fischiare fallo o no, una frazione di secondo, che però provoca il fatto che prenda distanza dal pallone e dall’azione. La palla arriva a Diao che corre veloce nel sandwich tra Resch e Wesley, tutti e due lo toccano, Diao va per terra, l’arbitro fischia i fallo di Wesley, lo ammonisce, secondo giallo, espulso.
Vero che il tocco è di tutti e due, vero che Resch trattiene la maglia di Diao, vero anche che Wesley a sua volta appoggia la mano sinistra su Diao e forse addirittura con la coscia sinistra fa leva sulla coscia destra di Diao. Ora. Può darsi che l’arbitro abbia dato più peso al fallo di Wesley, mentre quello più grave era quello di Resch. Si può aprire il dibattito. Quello che non esiste è come è stato trattato il caso dalle moviole. Praticamente tutti hanno indugiato e ripetuto più volte l’immagine frontale, quella dove non si vede quello che fa Wesley, mentre poche volte è stata mostrata l’immagine posteriore in cui si vede chiaramente che la mano di Wesley si appoggia su Diao. Dunque dire che c’è stato uno scambio di persona o che Wesley non ha commesso alcun fallo, è sbagliato. Anche perché un tocco su un giocatore in corsa non è come un tocco su un giocatore fermo. Per il primo, basta un piccolo tocco per sbilanciarlo.
Altro particolare: Wesley non ha protestato, segno che si sentiva colpevole per qualcosa. La rabbia di Gasperini ci sta, se si sente danneggiato. Ma il sospetto è che la scomposta reazione sia dovuta al fatto che con Fabregas ormai proprio non si fila. Che senta la pressione del giovane che gli fiata sul collo.
Ondata social
Nel frattempo si è scatenata l’ondata social. A Roma sono impazziti e parlano di furto. Danno del simulatore a Diao: «Anche voi avete il vostro Bastoni» (pensa te). E ovviamente c’è l’accozzaglia di insulti razzisti al giocatore.
Ma quello che è più interessante, è l’attacco di certa stampa a Fabregas. In un articolo si fa l’elenco di tutti i battibecchi che ha avuto Fabregas da quando è al Como.
Contro Nesta (Monza), contro Tudor (Juve), contro Italiano (Bologna), contro Conte (Napoli), contro Allegri (Milan), contro Gasperini (Roma), contro Pisacane (Cagliari). Insomma, quando comincia questa bambola significa che il personaggio ha colpito duro. E del resto Fabregas, come detto più volte, rappresenta una spina nel fianco. Ne sentiremo e leggeremo delle belle.
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