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Lunedì 05 Gennaio 2026
Scomodi, il Como da Europa dà fastidio
Calcio Sesto posto,a tre punti dalla Champions, dopo una partita con fuori mezza squadra senza mai rischiare
como
Il gioco di parole è pregnante. Divertente. SComodi. Il Como è scomodo lassù. Perché comincia ad essere una pietra di paragone per molti club del calcio italiano che ragionano ancora in modo “antico” e partoriscono pure un calcio “antico”. Tanto che, per molti, se il Como è lassù, è anche per un italico pallone che continua a produrre partite non divertenti, sparagnine nell’idea (direbbe Brera), privo di fantasia, non nei talenti, ma nell’applicazione. Como in Europa, a +4 sul Bologna, +5 sull’Atalanta, +6 sulla Lazio, e a tre punti dalla Champions. Ieri mattina il giornalista comasco di Libero Fabrizio Biasin, sul suo profilo facebook has critto: «Il Como dell’allenatore “giochista” oggi ha concesso zero tiri in porta ai suoi avversari (seconda miglior difesa in Serie A). Il tutto senza mezza squadra titolare. Continueranno a dire che è solo una questione di soldi e, invece, è soprattutto una questione di grandi scelte».
Verità
Un post ricco di verità. Non tutte. Perché anche Fabregas ha ricordato nel dopo partita che, oltre che dalle sconfitte, si deve imparare anche da certe vittorie, un giro di parole per spiegare che aver segnato solo su rigore, un una partita così dominata, è un tema che non è sfuggito nè a lui nè a noi. Ma nel frattempo che il Como aggiusta la mira (se la devi aggiustare da quindicesimo è un conto, sa sesto è un altro), ci prendiamo tutto il bene che ha detto Biasin. Mezza squadra fuori, dice. Appunto. Senza Diao, Addai, Paz e Morata (che fa nome, però citarlo nelle assenze importanti è un po’ tirata per i capelli), il Como non ha fatto una piega. Questa è la fotografia di quello su cui sta lavorando Fabregas, cioè a una macchina sempre simile a se stessa al di là dei primattori. Poi, ovvio, se gioca Paz è un’altra cosa. Però c’è una frase che ha ripetuto sabato l’allenatore su cui vale la pena soffermarsi: «Siamo distanti dall’essere la macchina perfetta che vogliamo essere». Al suo posto, uno sesto in classifica, passerebbe all’incasso e stop. Lui invece guarda la luna e non il dito. Cosa peraltro che ci fa sognare che possa davvero rimanere qui a lungo.
Difesa
Poi abbiamo raccontato per anni del pericolo di un calcio aggressivo perché ipoteticamente troppo vulnerabile. Qui però il dato della prima difesa del campionato, seconda in Europa che se la gioca con l’Arsenal, oltre che dalla bravura dei centrali (pagati poco e dunque scelti bene), sta anche nel meccanismo, nella omogeneità dell’impianto, del possesso palla sì, ma anche della riaggressione quando la perdi. I soldi, dunque ok, certo, primo valore. Ma anche, diremmo, soprattutto le scelte dei nomi ma anche del lavoro da fare. Sapete cosa ha fatto il Como dopo la partita? Si è allenato. Sì sì, sessione vera di allenamento, esentati i titolari. Porticine in campo, sfide cinque contro cinque. Tutti in campo, ds Ludi compreso. Tutti finalizzati, verso la macchina perfetta. Che già così, però, dà fastidio.
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