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Sabato 17 Gennaio 2026
Sconfitta con numeri choc: Como hai perso?
L’analisi La lettura di Como-Milan attraverso i dati statistici della partita.Tifosi sconsolati, ma innamorati. Anche se qualcuno dice: poco cinici
Il giorno dopo è tutto uno choc. I tifosi del Como scuotono la testa come i pupazzetti sul cruscotto delle auto. La scuotono dalle 23 di giovedì sera. Come si fa a perdere una partita così? La sensazione era stata chiara e netta già allo stadio, ma è stata suffragata dai numeri del match che vi proponiamo qui a fianco.
Premessa: non siamo d’accordo sul fatto che i dati contribuiscano a descrivere pienamente una partita. Il calcio non è il basket, si può ancora restare aggrappati alle traverse (come si diceva una volta) o parcheggiare il pullman davanti alla porta (come si dice oggi),e poi vincere una partita 1-0 con un contropiede. E’ il calcio, bellezza. Però ciò non toglie che quando una squadra gioca bene, gioca bene. Il calcio del Como del primo tempo con il Milan è stato meraviglioso. E la squadra ha continuato a macinare gioco anche nella ripresa, seppur quando ha peccato di ingenuità, favorendo il mordi e fuggi rossonero. I dati sono impressionanti. Più ancora di altre volte. Il dato che ha impressionato di più i tifosi (i tifosi non sono gli allenatori, che magari direbbero altro) è stato quello dei passaggi: 659 contro 320. Più del doppio. Il beffardo dice: poi ne basta uno ma ben assestato, come quello di Leao a Rabiot, a far saltare il banco. Però è la storia di un possesso palla clamoroso, che infatti recita 68% contro 32%. Anche i tocchi totali sono più o meno il doppio. E il cinico balbetta: fai tanti tocchi? Vai al circo! Ok, ma ci sono dati più oggettivi. Per esempio: tiri totali, 18 a 7. Parate 1 a 8. Tiri in porta 8 a 4. Dribbling 12 a 5. Tiri in porta 8 a 4. E poi un bel “tocchi in area avversaria” 30 a 10, che secondo noi è uno dei dati più clamorosi.
Tutti questi numeri li riportiamo per interpretare le parole di Fabregas quando dice: «Non ho parole da dire alla squadra». Di fronte a questi dati è difficile averne. Nel frattempo, però, si è scatenata la guerra tra giochisti e risultatisti (che già detta così, fa ridere: il risultato è più importante del gioco). Il Milan è stato perfetto o fortunato? Il Como ha peccato di ingenuità? Gli è mancata la concretezza? Stavolta forse no,nel senso che senza quelle tre parate di Maignan ci sarebbe stata un’altra partita. Si dirà: Maignan è un giocatore del Milan. Ma vogliamo dire che nella percentuale errore-bravura dell’avversario stavolta la bilancia pende verso la seconda? Dice Vierchowod: «Forse nel secondo tempo la quadra è stata un po’ ingenua. Prendere contropiede in casa non è mai bello, in questo devono crescere. Però nel primo tempo ho visto un grande Como». Anche Fabregas. Ma non è bastato.
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