Sfida all’Inter, Fabregas cosa si inventerà?

L’appuntamento Martedi’ la semifinale del Como contro i nerazzurri per l’accesso alla finale di Coppa Italia

Como

Ci immaginiamo Cesc Fabregas nel suo studio, a Mozzate, studiare l’Inter, come lo scienziato che è alla ricerca della nuova formula magica. Gira e rigira tra le mani dati, tattiche, moduli, uomini, cambi dei nerazzurri. Cercando di capire come venirne a capo. Nessuno ci toglie dalla testa che la sfida con l’Inter sia molto speciale, per lui. E i fatti della scorsa estate c’entrano poco. Fabregas è la persona più competitiva che sia transitata da Orsenigo negli ultimi anni, forse decenni. E in quanto tale, la sfida con la squadra migliore del campionato è una ossessione. Darebbe chissà cosa per batterla almeno una volta. Un Sudoku, un Cubo di Rubik, un rebus di cui vuole venire a capo a tutti i costi.

La storia dice che, gira e rigira, aggiungi sale, aggiungi zucchero, bilancia la ricetta, il piatto prelibato da presentare al concorso è in via di definizione. Basterà ad avere la stella Michelin? Sotto forma di successo e storico passaggio del turno alla finale? Cosa si inventerà Fabregas questa volta? Le due partite dello scorso anno erano state diverse per forza di cose. L’andata, sconfitta 2-0 a San Siro, aveva mostrato un Como bellissimo, coraggioso, battuto da due reti, di cui una al 90’. Il ritorno 0-2, ingiudicabile, visto che il Como aveva molte motivazioni in meno rispetto a un’Inter che si giocava lo scudetto con il Napoli, all’ultima giornata.

Quest’anno siamo partiti con il famoso 4-0 di San Siro, frutto di un atteggiamento che lo stesso Fabregas ha recentemente definito naif. Così ha cambiato tutto, con un 3-4-2-1 e un atteggiamento guardingo nello 0-0 dell’andata di Coppa Italia. Sino al rocambolesco 3-4 di nove giorni fa, avanti 2-0 e poi la rimontona nerazzurra. E chissà se per Fabregas è stato meglio il solido 0-0 di Coppa o la sfida in campionato dove ha perso, ma ha fatto tre gol all’Inter, cosa più unica che rara. Da dove ripartirà, Cesc? Dalla solidità della sfida di Coppa o dallo spumeggiante e meraviglioso 2-0 del primo tempo di pochi giorni fa? Se prendiamo il 3-4-2-1 sfoderato nelle ultime due sfide, vediamo che in una occasione aveva rinunciato all’attaccante di ruolo, schierando Paz uomo avanzato. La seconda volta aveva messo Douvikas. Certo non crediamo che ripresenterà Morata, come nella sfida di campionato. Confrontando i due schieramenti si nota la veste molto più offensiva della seconda sfida rispetto alla prima, con Diao al posto di Vojvoda sulla corsia di destra e con Baturina-Paz al posto di Da Cunha-Caqueret nei due dietro la punta. Ma giochiamo a San Siro. Cosa si inventerà Fabregas?

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