Stasera Como-Inter: Fabregas sfida la più forte

La partita La partita tra il Como e l’Inter è una lunga sfida tra campionato e Coppa Italia

Como

Si comincia oggi, si finirà tra dieci giorni a San Siro. La partita tra il Como e l’Inter è una lunga sfida tra campionato e Coppa Italia, e non si può scegliere quale dei due incontri possa essere più importante. Lo sono entrambi tantissimo, perchè da una parte c’è in gioco la qualificazione in Champions League, dall’altra la possibile vittoria del trofeo. Traguardi storici entrambi. Come storico potrebbe essere un eventuale successo questa sera, in una gara estremamente diversa da quella che fu invece Como-Inter l’anno scorso al Sinigaglia, all’ultima di campionato. Stiamo vivendo qualcosa di estremamente speciale, che tra poche ore potrebbe diventare indimenticabile.

Una premessa che spaventerebbe molti, ma non spaventa di certo Cesc Fabregas e forse nemmeno i suoi ragazzi. Che anzi hanno già saputo dimostrare che quanto più alta è la posta in gioco tanto più alto può essere il divertimento. E l’atteggiamento questa sera deve essere per forza questo, senza troppi pensieri. Perchè per ora lo scettro del guastafeste del campionato continua a restare saldo nelle mani del Como, è l’Inter che può avere qualcosa in più da perdere.

Chiaro che questo ragionamento non può bastare, specie contro una squadra a cui la festa il Como non è ancora mai riuscito a guastarla, nonostante tutte le buone intenzioni. Sarà una partita molto difficile, e poco conta che ci sia o meno un avversario top come Lautaro. Chi sarà in campo al suo posto, e chi ci sarà in ogni punto del campo, è comunque un grande avversario. E forse mai come oggi è difficile prevedere quali saranno le scelte di Fabregas. Scelte tattiche e non solo. In Coppa Italia il mister del Como optò per una difesa a tre, con Vojvoda a tutta fascia sulla destra e Valle sulla sinistra. E, di fatto, nessun attaccante puro, con Paz più avanzato e un centrocampo densissimo. Servì per non far segnare l’Inter e andare anche più dei nerazzurri vicino al gol, senza riuscirci però.

Ci sono però già di base delle differenze, oggi, rispetto a quella gara. Per esempio, c’è Diao che allora aveva appena ricominciato, e giocò pochi minuti nel finale. E poi, qui non c’è nessuna gara di ritorno, ci sono tre punti importanti in palio.

Resta l’idea che lo schieramento in mezzo al campo possa essere un po’ più rinforzato, anche semplicemente rinunciando a due esterni prettamente offensivi e schierando magari Vojvoda e Baturina, lasciando eventualmente Diao punta centrale. O avanzando Paz nel ruolo di falso nove, aggiungendo un centrocampista, in un 4-3-3. Oppure ancora con una difesa a tre, anche a seconda delle reali condizioni di Ramon, su cui Fabregas ha espresso qualche dubbio, manifestando però l’intenzione di farlo giocare.

Insomma, le soluzioni a questo punto sono molteplici, e fortunatamente tutte attuabili. Anche se c’è un dubbio che Fabregas non ha voluto svelare, quanto grande lo scopriremo soltanto stasera: ha parlato di un giocatore che non sarebbe al meglio e che dunque potrebbe non essere disponibile, senza voler dare alcuna indicazione sulla sua identità. Pretattica o un reale problema? Lo vedremo stasera, come dice Cesc. In una partita tutta da gustare, a prescindere da chi la giocherà. E che stavolta sia la volta buona.

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