Suwarso contro tifosi vip: «Basta insulti o prendiamo provvedimenti»
Il caso «Non dobbiamo mai perdere di vista chi siamo. Il nostro è un club con valori solidi e la dignità è uno di quelli più importanti»
Como
Nasce un caso nello stadio del Como. I fischi e gli insulti ai dirigenti dell’Inter in tribuna centrale in occasione della partita di domenica sera allo stadio Sinigaglia, scatenano l’ira del presidente del club, l’indonesiano Mirwan Suwarso. Che ieri mattina ha postato un lungo intervento sul tema. Breve premessa sulla partita (persa dal Como 4-3 dopo una gara bella e spettacolare). «Nonostante il risultato finale, sono incredibilmente orgoglioso della nostra squadra. Ha dato tutto in campo e ha combattuto con vero onore. Questo è lo spirito che ci definisce». Poi però è entrato nel tema spinoso: «Tuttavia, l’orgoglio per la nostra prestazione non può superare la mia delusione per il comportamento mostrato da alcuni nella tribuna d’onore nei confronti della delegazione avversaria. Capisco che il calcio porti emozioni intense, ma non dobbiamo mai perdere di vista chi siamo. Il nostro è un club con valori solidi e la dignità è uno di quelli più importanti. Deve estendersi oltre il campo, verso i nostri avversari, i loro tifosi e soprattutto i loro dirigenti e rappresentanti. Sono nostri ospiti e meritano rispetto».
E ancora: «Scherni e insulti nella tribuna d’onore non rappresentano il club che stiamo costruendo. Minano i valori stessi che difendiamo. Lavoreremo per difendere questi valori, con fermezza e coerenza. Prenderemo le misure necessarie per garantire che questo standard venga rispettato. L’integrità del nostro club e il progresso della lega nel suo insieme dipendono dal rispetto reciproco. Chi non sarà in grado di rispettarlo non sarà il benvenuto. Cresciamo insieme, con dignità e integrità, dentro e fuori dal campo».
Cosa è successo al Sinigaglia domenica? Come in ogni partita teatro di accesa rivalità, è consuetudine che gli animi in tribuna si scaldino. Al Sinigaglia come in ogni altro stadio. Episodi accentuati dal fatto che in serie A spesso il settore è ricco di tifosi ospiti, cosa che scalda sempre l’ambiente. Nel caso dell’Inter, poi, c’è tutta una letteratura specifica: il presidente nerazzurro è Beppe Marotta, ex dirigente del Como tra l’altro (fu ds a inizio Anni Novanta), già inviso al mondo “non Inter” per essere dirigente “potente”, ma soprattutto reo (sportivamente parlando) di aver cercato di sottrarre Fabregas al Como questa estate. Aggiungete la rivalità storica tra le due tifoserie, e la ricetta è pronta: ululati, insulti, urla. E’ successo anche nelle precedenti partite, ed era accaduto anche in altre partite. Per gli habituee di un stadio, normale amministrazione. Ma certo non per chi (Suwarso) ha pensato una volta di omaggiare birre ai tifosi ospiti in segno di amicizia e benvenuto.
Stavolta probabilmente i toni si sono accesi di più perché (secondo testimoni) stavolta Marotta e anche Zanetti (grande ex campione argentino dell’Inter, oggi vicepresidente del club e cittadino comasco) non avrebbero solo incassato, ma (esasperati) avrebbero risposto per le rime. Apriti cielo. C’è una vecchia legge (non scritta ma presente nell’anti-galateo del tifoso) secondo cui un giocatore o dirigente non debba mai rispondere alle provocazioni. Unite tutto ai fischi a Bastoni e alla sconfitta beffarda sul campo, e il gioco (del livore) è fatto.
Resta da capire il motivo del post di Suwarso. Primo e fondamentale: il suo sogno è quello di un ambiente sereno, che rispecchi i valori del club sempre attento al rispetto reciproco; secondo: il riferimento al settore della tribuna d’onore fa capire come Suwarso sia in imbarazzo per comportamenti avvenuti in un settore che la società ritiene un po’ il salotto buono dello stadio, dove fa accomodare i suoi ospiti; terzo: non sfugga la presenza di Hartono jr, uno dei figli del padrone della società, seduto a fianco di Suwarso, e non è escluso che Suwarso si sia preoccupato di dare un segnale riguardo allo stile da tenere in tribuna; quarto, il Como vuole assolutamente togliersi ogni responsabilità supposta (da parte avversa) di essere in qualche modo all’origine di questo nervosismo, dopo il mancato passaggio di Fabregas all’Inter questa estate.
In passato già in qualche partita gli stewards erano intervenuti per calmare tifosi della tribuna (per esempio tifosi del Torino che insultavano il presidente granata Cairo) a dimostrazione che il tema era già noto in società.I frequentatori della tribuna, per motivi di ricambio generazionale, spesso arrivano da settori più caldi ed è il motivo per cui, rispetto a venti-trent’anni fa, nonostante sia il settore più nobile, quella zona degli stadi non è più sinonimo di moderazione, anzi. Provvedimenti? In teoria la società può revocare un abbonamento per motivi etici. Ma non crediamo si arriverà a tanto..
© RIPRODUZIONE RISERVATA