Tutti con Nico: l’affetto della gente per Paz

Il fatto Il sentimento di affetto verso il ragazzo ha superato il dispiacere per un rigore sbagliato

Como

Mettetela come volete. Ma l’immagine di Nico Paz in lacrime, il sentimento di affetto verso il ragazzo ha superato il dispiacere per un rigore sbagliato che ha privato il Como di due punti, forse, chissà fondamentali per la corsa all’Europa, obiettivo però che resta “non” nei programmi della società e forse neppure dei tifosi. Sogno sì. Obiettivo dichiarato no. E dunque la scena se la prende l’amore per Nico Paz. La scena del giocatore in lacrime che è accompagnato dal coro “Nico Nico” è stata commovente. Perché Como è storicamente è refrattaria all’innamoramento personale, e invece in questo caso c’è un affetto, un atteggiamento protettivo, una ammirazione, un amore così intenso per questo ragazzo, saltato fuori in maniera così bella. Una carezza della folla, della tribuna che spesso canta il suo nome, ma anche della curva che di solito non fa cori per i giocatori, ma che spontaneamente, a macchia di leopardo, si è unito al “Nico-Nico”.

Le lacrime di Paz sono state persino esagerate («Nico non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è da questi particolari che si giudica un giocatore», avrebbe cantato De Gregori), ma certo ne hanno rivelato il candore, la dedizione alla causa. E dall’altra parte il coro “Nico-Nico” è stato una carezza protettiva e un segno di riconoscenza per tutto quello che questo ragazzo ha regalato al pubblico quanto a magìe. Un modo di dire: «Grazie che sei qui». È stato un momento catartico (direbbe il comico Orelio) uno di quelli in cui il calcio regala emozioni e sentimenti ben al di là di gol, vittorie e sconfitte.

Detto questo, poi c’è tutto il tema del rigore. La prima domanda è: perché Fabregas ha deciso di far tirare il rigore a Nico, che aveva sbagliato con la Lazio, e aveva sbagliato anche l’altro rigore tirato lo scorso anno con il Lecce? La risposta è una sola: se hai Nico Paz in squadra, uno che sa toccare il pallone come nessuno, che sa telecomandare passaggi e calci di punizione, pensi che sia l’occasione giusta per interrompere la maledizione. Vai ragazzo e segna. Punto. Dai, sarebbe venuta in mente a che a noi, quella scelta. Anche se restiamo convinti che in quel momento avrebbe dovuto tirare Sergi Roberto. Poi c’è l’altra domanda: perché Nico Paz sbaglia i rigori? Questo è un bel tema. C’è un problema emotivo o un problema tecnico? I due rigori contro Lazio e contro l’Atalanta sono stati oggettivamente tirati non bene. Più errore suo che non miracolo del portiere, specie con l’Atalanta in cui Carnesecchi è stato reattivo, certo, ma il tiro è stato timido, un po’ telefonato. Ora, bisognerebbe sapere come si comporta Paz in allenamento. Se li sbagliasse tutti, beh allora Fabregaa sarebbe un pazzo. Dunque vien da pensare che a Mozzate i rigori i segni. Certo che, come spiega Luca Cecconi qui a fianco, Nico tra rincorsa ed esecuzione, prepara male il tiro, guardando la palla e non il portiere. Carnesecchi gli ha dedicato un pensiero: «Mando un abbraccio a Nico Paz, che è un grande giocatore». Nico ha postato: «Grazie mille di cuore per l’affetto sempre», con la foto sotto la curva dopo l’errore. De Gregori avrebbe chiosato: «Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette, quest’altranno giocherà con la maglia numero... dieci»

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