Carlalberto Ludi premiato come miglior ds dell’anno: «Fabregas? Vogliamo ripartire con lui. Su Paz sempre le solite voci»
La cerimonia In occasione del Gran Galà del Calcio ADICOSP, ha rilasciato delle dichiarazioni sul futuro del club tra allenatore e giocatori
Como
«Con Fabregas siamo in luna di miele, è un predestinato e un fuoriclasse della panchina» esordisce così Carlalberto Ludi durante la premiazione come miglior direttore sportivo dell’anno ospitata dal Gran Galà del Calcio ADICOSP, tenutasi a Roma il 4 maggio. In occasione dell’evento ha rilasciato delle dichiarazioni in merito al futuro di Nico Paz e, soprattutto, di Cesc Fabregas.
Secondo il direttore, allenatore e club si trovano in una «luna di miele», ovvero in un percorso dove si è riusciti a lavorare bene insieme: «Per noi non c’è alcun dubbio nel ripartire con lui, così come per lo stesso Cesc. C’è totale allineamento e ambizione condivisa, è il nostro perno dello sviluppo tecnico» spiega Ludi.
Anche se, oltre all’importanza del ruolo di Fabregas, i tifosi sono sempre più interessati alle sorti di Nico Paz: sarà Spagna, Milano o rimarrà a Como? Ludi risponde così: «È già accaduto a marzo e aprile della passata stagione che si parlasse del fatto che Nico Paz doveva andare al Real Madrid, ed è lo stesso tormentone adesso. Non possiamo controllare la volontà degli altri e prevedere il futuro, però siamo pronti logicamente nel caso a lavorare sul mercato qualora lui non ci fosse, ma contiamo e speriamo che lui sia ancora al centro del progetto». Un discorso che non dà chiare indicazioni sul futuro dell’argentino, ma sicuramente dà qualche speranza in più ai tifosi biancoblu.
Ha ribadito, inoltre, la posizione del club rispetto alle critiche sulla mancanza di italiani in rosa: «Noi abbiamo comprato fuori dall’Italia giocatori già pronti, in Italia facciamo fatica invece a creare quell’anello di congiunzione tra la Primavera e la prima squadra. Noi stiamo cercando di farlo internamente, abbiamo investito sul settore giovanile proprio per quello. Nel rispetto dell’italianità, vogliamo attendere due, tre o quattro anni per avere italiani cresciuti nel nostro settore giovanile e quindi metodologicamente orientati al calcio di Fabregas in prima squadra».
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