Como, scelta di campo. Fiducia al gruppo: mercato senza botti

Il punto Nella stagione scorsa la rosa era stata rivoluzionata a gennaio: questa volta decisione opposta. In attacco si va avanti con Douvikas e Morata, non è arrivato il centrocampista “fisico” ipotizzato tempo fa

Como

Butez, Smolcic, Valle, Caqueret, Vojvoda, Douvikas, Diao. Sette giocatori a cui il Como di oggi non potrebbe certamente rinunciare, tutti arrivati un anno fa, in un mercato di gennaio che portò al Como non solo loro ma anche Azon, Ikonè e Dele Alli,

Oggi, in questo mercato invernale, sulla lista degli arrivi c’è il nome di un diciottenne, Lahdo, che probabilmente non sarà messo in campo subito, e di un altro suo coetaneo, Cuenca, che a Como arriverà soltanto quest’estate. Confronto improponibile, insomma. Che però è un segnale chiarissimo di quello che si è riusciti a fare nel giro di dodici mesi.

Non c’erano particolari attese per questa sessione di mercato, dunque quello che è successo è stato pienamente in linea con le premesse, espresse sia da Cesc Fabregas che da Mirwan Suwarso. Del resto i grossi investimenti degli ultimi mesi sono stati effettuati a ragion veduta, proprio per costruire una squadra che non avrebbe avuto poi bisogno d’altro. E così è, nella logica di Fabregas e nel suo modo di lavorare sarebbe difficile oggi riuscire a inserire di punto in bianco un nuovo elemento.

Ci riuscì però molto bene un anno fa, quando la squadra aveva effettivamente bisogno di rinforzi. E di fatto, la stagione del Como ha svoltato grazie al mercato di gennaio, affrontato in una situazione di classifica molto diversa: a dicembre la squadra era in zona retrocessione, e aveva parecchi problemi difensivi.

Furono Butez da una parte e Diao con i suoi gol dall’altra a ribaltare la situazione. Ma non solo loro. La squadra prese effettivamente un’altra fisionomia, favorendo tutti. E quello che stiamo vedendo quest’anno è ancora in buona parte figlio di quel mercato, certamente uno dei più costosi ma anche uno dei più indovinati nella storia del Como. Anche rapportato ai mercati estivi.

L’esplosione di Baturina conta

Il fatto di non aver bisogno oggi di fare mercato è un enorme passo in avanti. Di quel gruppo il rimpianto vero in questo momento è Diao, che a causa dei suoi problemi fisici quest’anno ha potuto e forse potrà dare pochissimo. Ma è un giocatore di vent’anni, che ha già dimostrato quello che può valere e ha ancora tutta la carriera davanti, sotto contratto con il Como fino al 2029.

Certo, qualcuno sperava o pensava che, proprio pensando anche all’assenza di Diao, potesse arrivare un rinforzo per l’attacco. Una punta, un bomber. Ma in realtà né il Como né Fabregas ne hanno mai minimamente accennato. L’alternanza Douvikas-Morata resterà la soluzione per l’attaccante centrale, ma sappiamo anche che Cesc di quel ruolo può fare anche a meno, con soluzioni diverse. Diao del resto è un esterno, e l’anno scorso anche nel momento migliore il ballottaggio tra Cutrone e Douvikas aveva prodotto alla fine soltanto nove gol, quest’anno già il greco da solo arriverà a fare meglio. In ogni caso, è chiaro che a Fabregas oggi interessa far migliorare chi c’è già, chi è già dentro le sue logiche di gioco. E i fatti gli stanno del resto dando ragione. Peraltro, proprio in concomitanza con il mercato invernale è salito alla ribalta Baturina, a tutti gli effetti un uomo in più visto che nella prima parte non è stato impiegato.

Due giocatori per ruolo

Poteva essere, questa di gennaio, un’occasione per cercare un centrocampista più fisico, utile anche come risorsa in più per un reparto così cruciale. Ma anche su questo tema Fabregas si era già espresso alla fine del mercato estivo, a lui va bene così. La scelta di una rosa corta è comunque una maggiore garanzia di poter dare spazio a tutti, e anche questo sta a cuore al tecnico. Che punta ad avere meno giocatori ma tutti ugualmente validi. E’ stato dunque il gennaio che Fabregas aveva annunciato, conseguenza diretta del ricchissimo gennaio di dodici mesi fa.

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