Como, un 2026 da scudetto. Nel nuovo anno azzurri top: ecco i numeri
La situazione Il successo sulla Roma di domenica apre il dibattito su dove possa arrivare questa squadra. Per ora le graduatorie di quest’anno pongono i lariani addirittura come prima alternativa dell’Inter capolista
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Pare che molti tifosi del Como, tra quelli che erano allo stadio, abbiano trovato il modo di rivedere in tv Como-Roma. E si siano resi conto ancora più di quanto sia stata devastante la prestazione degli azzurri. Allo stadio le emozioni distraggono, modificano la realtà, fanno perdere dei pezzi. Poi rivedi tutto e hai un quadro più preciso di quello che è successo. E il quadro stavolta è devastante. De-va-stan-te. Ma quale episodio di Wesley, ma quale dubbio arbitrale. La Roma è stata spazzata via da un secondo tempo che definire arrembante è poco.
Spumeggiante
Occasioni a grappoli, il tiro poco alto di Baturina, la mezza rovesciata di Paz, la traversa di Da Cunha, la paratona di Svilar su Diao, tutto compresso tra l’1-1 e il 2-1. Una sarabanda di occasioni, per nulla occasionali, tutte frutto di manovre, sovrapposizioni, scambi di prima, che sono stati un piacere da guardare.
E, attenzione: non contro il Lecce, il Pisa o il Verona. Ma contro la diretta avversaria nella corsa Champions, con giocatori di esperienza, che avrebbero potuto magari cercare di addormentare la partita in inferiorità numerica. E invece là fuori grandinava e il Como sembrava un’orchestra sinfonica, nel finale del concerto di Capodanno a Vienna.
Tutto grasso che cola, tutto da vivere con leggerezza. Ma il dibattito è aperto: dove può arrivare una squadra che gioca così? Una squadra che può permettersi differenti piani gara, piani A, B, C, D? Che ha aggiunto all’arco una freccia devastante come Diao, ripresentatosi in forma devastante, e con i sostituti che (tranne rare eccezioni) garantiscono la stessa qualità dei titolari? E soprattutto una squadra che pare costantemente in crescita. Perché spesso le “piccole” (ammesso che il Como lo sia ancora) che si sono affacciate, nel corso della storia, nelle prime posizioni, tendevano a calare negli ultimi due mesi di campionato. Qui invece è il contrario: il Como dà l’impressione di dover dare ancora il meglio.
Il tutto sunteggiato dalla visione di classifiche speciali: quelle del 2026. Ve ne proponiamo tre: quella delle ultime quattro gare, quella del girone di ritorno e quella del 2026 (da gennaio, c’erano ancora due partite del girone di andata da giocare). In tutte e tre il Como appare come la più seria avversaria dell’Inter, di cui ha tenuto il passo. Secondo nelle classifiche del girone di ritorno e del 2026, addirittura primo se guardiamo alle ultime giornate di campionato.
Tentazione
Cosa dobbiamo dire di fronte a questi numeri? Certo: che il Como è una sorpresa, che qualsiasi cosa che verrà, sarà benedetto, che sarà stato un successo comunque. Eppure alzi la mano chi non è andato a vedere il calendario, oltre che della Juve e della Roma, anche del Milan e del Napoli. Con i rossoneri, al secondo posto a +6, che tra due partite dovranno andare a Napoli. Che si fa? Si sogna? Decidete voi.
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