«Cosa abbiamo fatto!»
Interviste Festa negli spogliatoi e davanti alle telecamere. Diao: «Un pezzo di storia del club». Douvikas e Da Cunha: «Gioia incredibile».
Verona
Tredici gol, tanti quanti un mostro sacro come Marcus Thuram, bomber dell’Inter. Davanti, solo Lautaro Martinez. È una stagione clamorosa per Tasos Douvikas, capocannoniere del Como: era arrivato lo scorso anno a gennaio, l’impatto fu timido, ma riuscì comunque a segnare due reti. Quest’anno, ha cominciato a segnare da subito, fin dalla Como Cup. Sono arrivate – vanno messe nel contro – a inizio stagione anche le tre reti realizzate in Coppa Italia contro Sudtirol e Sassuolo.
Douvikas non si fa mai attendere. E i tifosi si sono abituati alle sue reti, tipiche dell’attaccante d’area di rigore. Nel testa a testa interno, si è portato una rete avanti rispetto a Nico Paz, fermo a quota dodici. A Verona, Tasos è stato implacabile: sembrava fuori dal gioco, un po’ avulso e in grande difficoltà. Ma ha deciso la partita trasformando in oro l’unica palla che il gigante delle Far Oer, Edmundsson, gli ha concesso. Ha vinto il duello: gli è bastato un passo per scagliare alle spalle di Montipò tutta la sua rabbia, trasformandola nel gol che ha spalancato le porte dell’Europa al Como, per la prima volta nella sua storia.
Giornata storica
Come tutti, ma con il gioiello della rete, il greco ha contribuito a scrivere una giornata storica per il Como. E, ai microfoni di Dazn, ha mostrato al pubblico la maglietta celebrativa indossata a fine partita “Como si dice Europa?”: «La cosa più importante è questa maglietta. Abbiamo sfruttato l’unica occasione ed era questa la cosa importante». E ancora: «Siamo una squadra molto forte, una sorta di famiglia e questo si vede in campo».
Assane Diao ha ammesso qualche difficoltà nel corso della partita, specialmente nel primo tempo: «Non abbiamo mostrato il gioco che volevano sviluppare all’inizio. L’intervallo è servito per ritrovarci e siamo rientrati in campo giocando bene. Lavoriamo tanto durante la settimana: se una partita non nasce bene, riusciamo a trovare grazie ai cambi le risorse giuste per cambiare le cose». Come tutti, è al settimo cielo per la prima qualificazione europea del Como: «Questa è la cosa più bella del calcio: contribuire a scrivere la storia di un club. Siamo felici per aver prima conquistato la serie A e poi per questo traguardo raggiunto dopo soli due anni. Non è frequente...».
«Chiudiamo al meglio la stagione»
Non c’è ancora uno stadio o una squadra che Diao vorrebbe affrontare: «Per ora posso solo dire che siamo contenti per la qualificazione, ma ancora non sappiamo per quale competizione. Ecco perché, prima di pensare a Champions, Europa o Conference, dobbiamo chiudere al meglio la stagione. Ci aspettano due partite importantissime, poi vedremo dove saremo». Impossibile non pensare anche per un attimo ai Mondiali: «Questa stagione è stata importante per tutti. Se si fa bene qui, più chance si hanno di andare in Nazionale, come ripete sempre Fabregas. Quindi penso che questa qualificazione e, in generale, questa stagione, avranno un peso nelle convocazioni».
Anche capitan Da Cunha – intervenuto a Dazn - è ancora senza parole per la qualificazione aritmetica alle competizioni europee: «È una cosa incredibile, abbiamo fatto una cosa storica». Il francese esalta, ancora una volta, Il lavoro del tecnico: «In realtà non mi sarei aspettato questi miglioramenti personali. Ma il lavoro di Fabregas mi ha portato a questo livello».
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