Da Maradona alle birre. Adesso Como-Napoli è una sfida “alla pari”

La storia Gli anni di Diego e l’omaggio di Suwarso. Ma lo scenario è cambiato: uno scontro diretto per la zona di classifica che vale la Champions League

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Per ogni città d’Italia la partita con il Napoli è un derby. Sono tanti i tifosi napoletani che abitano al nord, sempre pronti a invadere gli stadi di casa. Oggi un po’ meno, visto che limitazioni regole e regolette rendono difficile l’acquisto dei biglietti, ma noi ricordiamo le invasioni partenopee massicce, come nel 1980-81 quando il Napoli si giocava lo scudetto a tre giornate dalla fine e c’era l’assalto alla diligenza delle biglietterie. Bei tempi, vendita libera. Oggi è tutto uno slalom. Comunque la sfida dialettica con il pizzaiolo di fiducia (ammesso non sia turco) resta d’attualità. Como-Napoli è bella per quello. Como-Napoli ha vissuto gli anni di Maradona, che qui ha giocato quattro volte. Due rigori li ha sgraffignati da mariuolo (in due anni consecutivi), e comunque qui non è che sia stato protagonista di partite indimenticabili. Anche se bastava vederlo scaldarsi nel piazzale antispogliatoio per avere un brivido di emozione.

Oggi è molto diverso. Como-Napoli è una sfida alla pari per la zona Champions. Che per gli uomini di Conte è quasi una certezza e per quelli di Fabregas una speranza, forse un sogno. Ma comunque si parla la stessa lingua. E’ l’ultimo scontro diretto degli azzurri lariani, ed è significativo che sia la ripetizione della partita che l’anno scorso segnò forse il punto più alto della stagione del Como e sicuramente il primo successo di Fabregas contro una big. Due a uno indimenticabile, autorete di Rahmani, pareggio di Raspadori e gol decisivo di Diao. Era la partita in cui Suwarso si era inventato l’offerta della birra ai tifosi del Napoli, iniziativa lodevole, ma che anche lui capì andare a calpestare strade sdrucciolevoli di rapporti tra tifoserie che era meglio lasciar perdere. Quest’anno niente birre. Si pensa solo alla partita. Dura, difficile, e purtuttavia con un Como migliore e un Napoli peggiore, quanto a rendimento sin qui avuto (19 punti in più dello scorso anno per il Como, il Napoli -5 punti rispetto a un anno fa). Dunque se si poteva fare un anno fa, si può fare anche quest’anno. Ma è un Napoli che sta lentamente ritrovando i suoi big (anche Di Lorenzo, dopo De Bruyne, Anguissa e Mc Tominay), anche se non sono in spolvero. E poi c’è quel fenomeno di Allison Santos, che stava esplodendo proprio nel periodo della sfida di Coppa Italia di gennaio. Uno che piacerebbe anche a Fabregas. Già, la Coppa. Il Como ha eliminato il Napoli ai rigori, e quest’anno nei 90’ ci sono stati due pareggi al San Paolo.

Il Como a Genova ha recuperato la testa, la motivazione e la versione più equilibrata seppure pungente di se stesso. Come dice Fabregas: adesso basta esperimenti, in campo i migliori. Ci aspettiamo la formazione di Genova. Più o meno.

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