( foto cusa)
Il mister Cesc Fabregas emozionato dopo la vittoria a Verona e la sicurezza di giocare in Europa: «Abbiamo scritto ancora una volta la storia. Tutto è cambiato in soli due anni, una crescita incredibile. Ricorderemo questo giorno per molto tempo»
Inviata a Verona
Cesc Fabregas è raggiante. Perchè questo «è uno di quei giorni che capitano pochissime volte nella carriera di un allenatore». E in sala stampa porta tutta la sua felicità, e l’orgoglio di aver portato fin qui la sua squadra. «Non chiedetemi della partita, non me la ricordo nemmeno. Oggi è solo il giorno per festeggiare. E per ricordare tantissime cose e le tante persone che hanno lavorato per arrivare fino a qui».
Il libro dei ricordi si apre sulla stessa data, il 10 maggio, di due anni fa. «Il giorno in cui abbiamo festeggiato la promozione in serie A. Solo due anni fa, ci rendiamo conto? Se qualcuno pensa che tutto questo sia normale si sbaglia, non lo è. Quello che abbiamo conquistato oggi è un traguardo grandissimo, che ha un valore enorme. Non è successo mai nella storia del Como, è un’emozione grandissima, qualcosa che resterà per sempre. E’ un giorno di felicità assoluta».
Una gioia che Cesc vuole dividere con tutti. «E’ un grande orgoglio per la città, per tutti i tifosi. Mi sono arrivati tantissimi messaggi, tantissime immagini di quando erano in giro per gli stadi di serie C, di serie D. Quello che abbiamo conquistato è dedicato a tutti, ma soprattutto a loro».
E poi, «ai miei meravigliosi giocatori, che hanno saputo fare qualcosa di veramente incredibile. Due anni fa l’obiettivo dichiarato all’inizio della stagione non era la promozione, l’anno scorso non era il decimo posto, quest’anno non era l’Europa. Eppure siamo riusciti sempre a ottenere di più, ad andare oltre, anche molto più avanti rispetto al progetto che stiamo costruendo».
A chi gli chiede se quando arrivò al Como da giocatore potesse mai immaginarsi qualcosa di simile, Fabregas con sincerità risponde che «io non pensavo a niente, nel senso che sono molto prudente, cerco di tenere sempre i piedi per terra. Certo, c’era un progetto, c’erano le ambizioni. Ma tutto quello che è arrivato e sta arrivando è frutto del lavoro e dell’entusiasmo di tante persone, che si sono impegnate al massimo perchè il Como crescesse».
E nella lista dei ringraziamenti ci sono anche nomi cari al pubblico di Como, «giocatori che oggi meriterebbero di essere qui a festeggiare con noi. Penso a Bellemo, a Cerri, a Gabrielloni, e poi a Gatto e Iovine, ragazzi che hanno dato tantissimo in questo percorso di crescita. Questo traguardo è anche loro. E poi naturalmente Charlie Ludi, importantissimo, e Mirwan, per la visione che ha saputo avere in questi anni». La partita a Verona non è stata semplice, è stato necessario cambiare tanto nell’intervallo e il Como l’ha vinta con caparbietà. «No, della partita per favore non voglio parlare – ripete più volte -. Oggi voglio solo festeggiare, è un giorno troppo importante per la storia del Como e per quella di tutti noi». Inevitabile però guardare già al futuro, immediato e un po’ più distante. «Oggi festeggiamo, ma poi si torna subito concentrati perchè ci aspettano due partite importanti, e vogliamo provare ad arrivare più in alto possibil», non è finita qui insomma.
E ci sarà tanto lavoro anche nei prossimi mesi, quando la squadra, come ha detto Fabregas pochi giorni fa, dovrà necessariamente essere ancora più forte. «La prossima sarà una stagione incredibilmente dura, e ci sarà da gestire bene tutto questo, con una squadra così giovane che ha saputo già portarsi così avanti. Gli obiettivi saranno diversi, ma siamo felici e soprattutto molto sereni, perchè i risultati che abbiamo ottenuto in così poco tempo sono stati incredibili. Ma al futuro penseremo da domani. Oggi è il giorno in cui voglio solo festeggiare, è un giorno di grande felicità che resterà indimenticabile». In attesa di viverne tanti altri così.
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