Fabregas giura amore al Como: «Molto difficile che vada via»

Il protagonista Al premio Bearzot: «Sono molto attaccato a questo progetto». Premio di cinquemila euro devoluto in beneficenza al reparto di pediatria dell’ospedale Sant’Anna

como

Dopo Suwarso, adesso lo dice lui. Cesc Fabregas orientato a scrivere il suo futuro a Como. Lo ha detto ieri, ai margini della consegna del premi Bearzot. «Sono molto attaccato a questo progetto, - ha detto - non si può mai dire ma in questo momento penso sia molto difficile che lasci il Como. L’anno scorso, per mia volontà, volevo sapere come lavoravano altre società, ho avvisato il presidente ma ho preso la decisione di rimanere. Sono molto contento di ciò che si può fare a Como, spero di continuare ancora per tanto tempo». Con queste parole, l’allenatore dei lariani, Cesc Fabregas, ha in qualche modo giurato amore alla società lombarda dopo aver ricevuto a Roma il premio. Tra l’altro una ammissione interessante anche su un altro fronte, quello della estate calda dell’anno scorso. Quel «volevo sapere come lavoravano altre società, ho avvisato il presidente ma ho preso la decisione di rimanere» conferma la versione secondo cui l’apertura di Cesc per Bayer, Roma e Inter era dettata da semplice curiosità professionale.

Progetto importante

«Questo è un progetto importante, io mi devo sentire bene, è importante che la mia famiglia stia bene, se loro sono contenti a Como io rimango qui» ha aggiunto Fabregas, il quale parlando poi dei pochi italiani nel Como ha sottolineato come «l’anno scorso ne avevamo dieci, Goldaniga è uno di quelli che giocava di più. Capisco le critiche perché l’Italia, per tante circostanze, non si è qualificata al mondiale. Se l’Italia avesse fatto bene nessuno ne avrebbe parlato. Stiamo provando a costruire un’accademia, vogliamo costruire qualcosa di importante perché i ragazzi sono il futuro del calcio».

Infine, ad una domanda a margine dell’evento su una sua possibile candidatura a ct dell’Italia, lo spagnolo ha detto: «Magari un giorno. Ora sono troppo allenatore, mi devo sentire tutti i giorni in campo. Essere ct in questo momento per me potrebbe essere noioso, c’è troppo tempo libero. Nel futuro, quando sarò più vecchio, non si sa mai», ha concluso. Sul premio: «E’ veramente un onore, mi sono sentito amato dal primo giorno in Italia. Questo è un premio che non conoscevo, mi sono informato e ho provato a studiare chi fosse Enzo Bearzot e per questo oggi diventa speciale. E’ un premio alla città di Como, perché da soli non si va da nessuna parte», ha detto Fabregas ricevendo il riconoscimento, oltre un assegno da 5mila euro che sarà devoluto in beneficenza al reparto di pediatria dell’ospedale Sant’Anna di Como.

© RIPRODUZIONE RISERVATA