Gol in laboratorio: ventuno passaggi per la rete di Douvikas
Focus L’azione che ha preceduto la prima rete del Como a Genova è stata lo specchio del Fabregas pensiero. Non è un record, in altre situazioni i tocchi erano stati di più. Ma c’è un precedente: la ragnatela di Banchini in D
Como
Quel gol di Douvikas. Mostrato nel dopo partita. Fotografia del calcio di Fabregas. Se ne sono occupate le tv, hanno intervistato Fabregas mostrandogli quella azione. E il tecnico che parlava al microfono ma non staccava lo sguardo da quella azione. Compiaciuto. Soddisfatto. Minuto 10 di Genoa-Como. Ventuno passaggi prima della rete del centravanti greco. Una ripartenza dal basso. Butez che scambia con Da Cunha, poi c’è lo sviluppo normale di una costruzione dal basso: Diego Carlos che si allarga a sinistra come fanno i due centrali, uno di qua e uno di là, poi lo scambio con Valle, ancora a Da Cunha e di nuovo a Butez e ancora a Da Cunha. Finito il primo giro di valzer, sette passaggi per tornare al punto di partenza, ma intanto con il compito di spaiare lo schieramento avversario. Poi ecco la prima verticalizzazione, rasoterra chirurgico a servire Paz e si sviluppa un triangolo di prima intenzione, Nico tocca per Baturina che rimette subito avanti per Douvikas, molto arretrato che tiene il possesso palla, fa una giravolta, passa la linea centrale del campo e scarica su Baturina; di nuovo anche lui tiene palla, la tocca undici volte prima di arrivare quasi al limite dell’area, tornare indietro e darla a Perrone in posizione centrale. Il play dà a Da Cunha che la allunga a sinistra a Valle che la restituisce a Lucas, in un modo far girare il pallone che sembra quello di una azione tipica della pallanuoto. Poi la palla torna a Perrone che cambia gioco e la lancia lunga a destra su Diao: gioco di gambe, poi palla indietro a Ramon molto avanzato, che la torna a Perrone. Passaggio di nuovo a Da Cunha, cross in area, colpo di testa di Douvikas e gol. Hanno toccato la palla tutti tranne Smolcic, visto che l’azione si è sviluppata a sinistra.
Le dichiarazioni sorprendenti di Fabregas
Hanno sorpreso le dichiarazioni di Fabregas guardando l’azione: «Bravi i ragazzi per questa uscita dal basso che avevamo provato solo ieri». Mamma mia.. Ma anche un’altra dichiarazione di Fabregas ci ha colpito: «Dopo la sconfitta di San Siro c’era bisogno di ripartire dal modello basic... come si dice basic? Sì insomma dalle basi». Come dire: c’era bisogno di resettare e ripartire da quella ragnatela di passaggi che è stata parte integrante del gioco: ventuno passaggi di Fabregas al netto delle verticalizzazioni che trasformano il suo possesso in qualcosa di imprevedibile e letale.
Qualità e tecnica: sistema Cesc
Oh, intendiamoci: ventuno passaggi non sono assolutamente un record. A Roma quest’anno contro la Lazio (partita vinta in trasferta per 3-0) c’erano stati 48 passaggi in una azione. Quarantotto. Qualità e tecnica sono alla base del sistema di Cesc. Ma noi, a costo di prenderci dei visionari, qualcosa del genere l’avevamo già vista. C’è stato un allenatore del Como che lavorava in maniera ossessiva sulla ragnatela di passaggi. Era Marco Banchini, primo allenatore tra l’altro di questa proprietà, non scelto (lo trovarono in panchina quando arrivarono gli indonesiani) ma confermato per la stagione successiva in C. Quattordici passaggi prima di un gol all’Alessandria e una bellissima azione prima di un gol alla Juventus Under 23. Ce la ricordiamo così: rarissima, se consideriamo che eravamo in serie C. Una palla recuperata sull’out sinistro da Iovine, lo scarico immediato a Bellemo e da qui una serie di passaggi a un tocco: Bellemo a Raggio Garibaldi, Raggio che gli restituisce la palla indietro, il lancio per Ganz, che di prima serve in mezzo Gabrielloni, spettacolare colpo di tacco a servire al volo Marano, che nel frattempo si era inserito in profondità. E non basta: sterzata stretta e conclusione a incrociare nel primo palo.
Tornando al Como di Fabregas, c’è un sito che calcola la precisione dei passaggi dei giocatori, e salta fuori che il più preciso è Diego Carlos davanti a Sergi Roberto, Maximo Perrone e Jacobo Ramon. Ma certo queste sono statistiche che lasciano il tempo che trovano, bisogna vedere quanti passaggi fai in partita. Meglio limitarci a considerare che a Genova si è rivisto il Como serpente, capace di arrivare sulla preda sornione con la rete di passaggi e poi colpire in modo fulmineo. E Fabregas gongola.
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