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Giovedì 05 Febbraio 2026
I rilanci di Butez, uomo assist del Como
Protagonista Il portiere francese contro il Torino ha mandato in porta i compagni tre volte con i rinvii dal fondo. La strategia pensata da Fabregas: stanare gli attaccanti che pressano alti, portando un giocatore in profondità
Ve lo ricordate Barthez? Il portiere della Francia Anni Duemila, quello che, per intenderci, era in porta nella finale del Mondiale 2006 contro l’Italia. Gli appassionati lo ricorderanno non tanto per le sue parate, piuttosto per i suoi rinvii. Lunghissimi, tesissimi. Non calciava dall’alto verso il basso, ma tendeva la gamba colpendo il pallone lateralmente, arrivavano quasi dall’altra parte del campo e mettendo in difficoltà le difese.
Oggi il Como non ha Barthez, ma Butez. Sono entrambi francesi, fanno rima. Ma soprattutto si somigliano proprio nel gesto del calcio di rinvio. Abbiamo avuto modo di osservarlo in particolare durante la sfida contro il Torino, vinta dal Como 6-0. In quell’occasione Butez, per ben tre volte, ha optato per l’opzione veloce di mandare in porta subito i compagni grazie al suo rilancio.
Innovazione
La strategia è la seguente: quando il Como non riesce a muovere il pallone con la costruzione dal basso, tutta la squadra si abbassa a eccezione di un giocatore che attacca la profondità e viene lanciato a rete proprio dal suo portiere. È successo con Baturina, che ha agganciato il pallone in area di rigore, servendo un filtrante a Jesus Rodriguez malamente sfruttato. Poi con Douvikas, che si è ritrovato in campo aperto uno contro uno con il difensore, impegnando Paleari. Ma soprattutto con Da Cunha, che durante un’azione in cui si trovava a 15 metri dal suo portiere, quando ha visto Butez ricevere il pallone ha corso come un centometrista verso l’area avversaria, ricevendo il passaggio perfetto del suo compagno.
Eureka! Segnali di innovazione in Serie A. Il portiere che diventa regista. Che lancia a rete i compagni. Che offre soluzioni alternative quando gli avversari pressano alto. Finora lo avevamo visto fare solo in Premier League al City di Guardiola e al Brighton di De Zerbi. Ora anche Fabregas può contare in questa strategia che, sia chiara, è frutto di un lavoro intenso che prevede movimenti perfetti, qualità tecnica, smarcamenti.
Valore aggiunto
In tutto questo, chiaramente Butez è il vero valore aggiunto per il Como. Ha dei piedi da fantasista, gioca altissimo - praticamente nel cerchio di centrocampo - quando la squadra attacca, ed è abile nel prendersi anche dei rischi, in particolare quando è chiamato a stanare gli attaccanti proprio per favorire l’opzione del lancio lungo.
Che sia indispensabile per l’idea di calcio di Fabregas ci viene suggerito da un dato: il francese è l’unico portiere del nostro campionato a non aver concesso nemmeno un minuto alle sue riserve. Ha giocato sempre. Anche in Coppa Italia. E questo la dice lunga anche sulla gestione dei portieri di Fabregas, che lo scorso anno fu costretto ad optare per l’alternanza Audero-Reina, decisamente poco fruttuosa. Adesso il Como il portiere ce l’ha. E fa anche il centrocampista.
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