Il Como “baila” con Moreno: il sogno Champions è vivo

Commento Moreno segna il gol con cui il Como batte il Parma e resta in corsa: meno 2 da Milan e Roma. Una gara a tratti non facile, con l’altalena dei risultati dagli altri campi che è stata una partita nella partita

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Se venti, ma anche dieci, o solo cinque anni fa ci avessero detto che un giorno la gente sarebbe uscita dal Sinigaglia delusa perché si assottigliava la possibilità di andare in Champions, pur nella certezza di andare in Europa League, beh... non ci avremmo certo creduto. Una cosa impossibile da immaginare. Anzi, per onestà: non ci avremmo creduto nemmeno un mese fa. Eppure è successo. Beninteso, mica una delusione vera. Erano tutti allegri, tutti contenti in quella festa popolare che ieri è stato il Sinigaglia. Però c’era quel curioso labbro un po’ all’ingiù nella gente che chiedeva «Cosa ha fatto il Milan?», «Cosa ha fatto la Roma?». Ma siamo pazzi? Siamo pazziiiiiii? Sì, siamo pazzi. Adesso siamo ad ascoltare gli altri risultati come quando chiedevamo «cosa ha fatto la Spal?» o «cosa ha fatto il Mantova?», sperando di entrare nei playoff di C. Ma ora chiediamo cosa fanno la Juve e il Milan.

Partita

In soldoni: il gol di Moreno che ha abbattuto il Parma, allunga i sogni di partecipare alla prossima Champions League, pur nella comodità di un divano ad acqua dove siamo seduti, cioè la certezza della Europa League. Alla fine di una giornata meno facile di quello che avrebbe potuto essere, o che si poteva immaginare. Con la sensazione, come ha fatto notare qualcuno in sala stampa, che questa serie A dei risultati accomodati a fine torneo, ora abbia squadre che, pur senza più nulla da perdere, si giocano comunque tutto quello che hanno in tasca. È successo anche a Como: il Parma, pur salvo, ha venduta cara la pelle. Ha anche segnato il gol dell’1-1, poi annullato per fuorigioco. Per questo non è stato facile.

E qui c’è una dicotomia. Noi abbiamo visto una squadra nel primo tempo che faceva fatica a spostare di dieci centimetri la difesa blocco basso del Parma. Diao non riusciva a sgommare, Baturina qualcosina di meglio, Van der Brempt un po’ timido. Grande possesso palla, numeri stratosferici, ma una sola vera occasione dal gol, il palo di Douvikas. Fabregas al 45’, appena l’arbitro ha fischiato, è corso giù come una furia nello spogliatoio, perché evidentemente aveva qualcosa da dire alla squadra, mentre in tribuna si valutava se fosse il caso di dare tre giorni di riposo ai giocatori in una settimana decisiva. All’inizio del secondo tempo, il Como ha avuto un’altra intensità. Un’altra verve, e non solo per l’ingresso di Rodriguez, ma perché proprio l’atteggiamento era cambiato. Fabregas aveva chiesto più determinazione, più reattività negli ultimi venti metri, quelli decisivi.

Sotto questa nuova ventata, è arrivato il gol, di Moreno, da centravanti vero, uno che sette giorni prima era stato il capo dei festeggiamenti, e che adesso aveva deciso far proseguire la festa sino in fondo. Questo è quello che abbiamo visto noi. Ma Fabregas dalla panchina ha visto un’altra partita (e visto chi è, non c’è dubbio abbia ragione lui): una squadra sempre sul pezzo, perfetta, eccezionale. Va beh, al di là delle sfumature, è arrivato questo successo che allunga di una settimana le speranze di Champions, pur nella bambagia della Europa League certa.

Corsa

Il Como deva andare a Cremona, vincere e sperare in risultati favorevoli (per noi) di Milan, Juve e Roma. La classifica recita Milan e Roma a 70, Como e Juventus a 68. In caso di arrivo a quattro passano Como e Milan. In caso di arrivo a tre, il Como passa se deve giocarsela con Milan e Juventus o con Roma e Juventus. Se deve giocarsela con Milan e Roma, non passa. Intanto c’è la grana della trasferta negata a Cremona, con l’idea di schermi giganti allo stadio se fosse confermato il “no”. Non ci si annoia.

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