(Foto di Cusa)
Il punto Forse è venuto il momento di non sorprenderci più, ma non è così facile cambiare mentalità. Intanto ieri gli azzurri hanno guadagnato due punti su tre delle rivali per la corsa alla Champions
Como
Quanto ci vorrà per abituarci? Mah. Non è facile. Dopo 120 anni da provinciale, in cui grattavi dai muri ogni energia vitale, per conquistarti la tua fetta di spazio, non è automatico cambiare mentalità. Ma pare che i tempi delle sorprese possano essere finiti. Il Como ormai è una grandicella del campionato. E presto la finiremo con il prendere ogni impresa come fosse tale. A leggere i commenti sul web dopo il successo di Torino, non è così. Sorpresa, gente che non sta più nella pelle, meraviglia, incredulità. Normale, è ancora così tutto nuovo. Non ci si abitua e non ci si vuole abituare. Per fortuna, verrebbe da dire. Perché la gioia incredula è il sentimento più bello del calco. Le sorprese sono sempre piaciute a tutti. Ma il successo contro la Juventus dell’altro giorno è stato come vedere il mondo al contrario. Ce lo siamo detti mentre vedevamo giocare il Como da grande squadra, con non chalance, sicura. E il vero mondo al contrario è stato sentire i cori dei tifosi della Juventus: «Tirate fuoiri i c....», «Meritiamo di più», «Vogliamo gente che lotta» eccetera. A sentire quei cori ci si è materializzata la fotografia del momento che stiamo vivendo. Perché quei cori, li conosciamo bene: per quante stagioni sono state la colonna sonora delle nostre partite? Mamma mia, sembrava di sentire una vecchia canzone dimenticata. La retrocessione di Tardelli, il secondo anno di Scanziani, l’anno di De Vecchi, la doppia retrocessione di Preziosi sino alla mancata promozione del 2018. Ecco, appunto. Dal famoso «Andarci vicino conta solo a bocce», la vita è cambiata.
Cioè da quando è arrivata questa società, luna di miele, quei cori non ci appartengono più. Sono passati già ormai otto anni. Sembra un mese. Il mondo al contrario, a tifoseria che è stata abituata a soffrire tra fallimenti e disperazioni varie, che adesso va allo Stadium come fosse una gita di piacere, camminando a due metri da terra. Il mondo a contrario, andare allo Stadium, a San Siro, all’Olimpico a dettare legge. Quanto ci vorrà per abituarci. Basterà per cambiare pelle o resteremo sempre sul chi va là. Ieri intanto il Como ha guadagnato due punti su tre delle squadre che sono in corsa per un posto in Champions. Corsa, seppure da outsider (non esageriamo) cui ci siamo iscritti sabato. Ufficialmente. Due punti sull’Atalanta, due punti sul Napoli, due punti sul Milan. E tre punti sulla Juve, ovviamente. Dunque siamo pari all’Atalanta, a -1 dalla Juventus, -5 dalla Roma e dal Napoli, -9 dal Milan. E siamo a + 10 sul Sassuolo e +11 sulla Lazio e +12 sul Bologna. L’Europa è davvero a un passo, ma la tentazione è di pensare che si possa ottenere qualcosa in più della Conference.
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