«Il pari col Cagliari, la svolta Diao dall’inizio? Possibile»

Verso la sfida «Avevamo dominato, ma 0-0. Gara che ci ha fatto crescere. Assane può giocare con Rodriguez o da punta. Douvikas è migliorato tanto»

Como

Cagliari-Como non sarà un impegno qualunque. E Cesc Fabregas spiega bene il perché. «Potremmo dire in un certo senso che la partita di andata, che finì 0-0, è stata una delle più importanti della stagione, perché ci ha dato la spinta per cambiare in positivo. E’ stata una partita che mi aveva fatto riflettere moltissimo, su cui mi sono “mangiato la testa”, perché non era possibile essere tanto superiori agli avversari nel fare gioco e non riuscire a segnare. Alla fine non è stato un male che sia andata così, perchè ci ha fatto crescere».

Perciò, domani contro il Cagliari, «bisogna innanzitutto fare gol, quello su cui abbiamo lavorato tanto da quella gara in poi. C’era una sosta dopo quella partita, e quando siamo tornati in campo abbiamo vinto 1-5 a Torino, riuscendo a mettere in pratica tutto quello su cui avevamo lavorato». Grazie Cagliari, dunque. «E mi aspetto una partita in un certo senso simile, che ovviamente dobbiamo interpretare nel modo che abbiamo imparato».

Il reparto offensivo

Notizia che farà molto piacere ai tifosi, a cui Fabregas non gira troppo intorno: «Volete sapere se Diao potrebbe già giocare dall’inizio? Sì. Magari solo per sessanta minuti ma potrebbe essere. E potrebbe anche giocare insieme a Rodriguez, così come può fare anche la punta». La sensazione è che Fabregas abbia davvero voglia di rivedere in campo Diao dall’inizio almeno quanto Assane ha voglia di tornare a giocare. Vedremo come andrà. Il tecnico ha parlato anche del momento di Douvikas e in generale del percorso che sta compiendo il suo attacco: «Siamo molto soddisfatti di come Tasos sta crescendo, è un giocatore che riempie lo spazio, che dà fastidio agli avversari, che lotta, che può sempre trovarti il gol. In generale in attacco non siamo ancora a un livello top nel senso che ci manca ancora qualche piccolo dettaglio nell’ultima palla, quel secondo in cui devi prendere la decisione giusta velocemente se sei solo contro il portiere, queste piccole cose che fanno essere una squadra top. Vale per Douvikas come per tutti, ma stiamo lavorando tanto per migliorare anche in questo senso».

Due mesi durissimi

Prima di un altro scontro diretto, quello contro la Roma, che ci sarà comunque una settimana piena per preparare, Fabregas vede la trasferta di domani come la fine di un periodo particolare: «L’ultima partita di un percorso che per noi è stato intensissimo, due mesi di alta tensione, di partite ravvicinate e difficili in cui siamo andati molto bene. L’unica gara che abbiamo meritato di perdere è stata quella con la Fiorentina, ma abbiamo fatto grandi progressi e continuiamo a essere in crescita. Mi aspetto di chiudere questo periodo nel migliore dei modi, questa sarà un’altra gara importante. E poi ci dedicheremo ad affrontare la parte finale della stagione che sarà altrettanto dura. Se mi aspettavo di essere oggi qui, in questa posizione e con questi obiettivi? Io all’inizio non mi aspetto mai niente. La prima fase del lavoro è stata quella di spiegare quella che volevamo fare, la seconda è quella in cui ci si consolida, si ricevono le prime risposte, ci si mette alla prova. Si possono anche perdere punti ma è un passaggio necessario. Solo alla fine ci saranno le analisi».

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