Intervista al talento del Como Alex Valle: «Io, soldatino azzurro».

Esclusiva La Provincia Il difensore esterno del Como, 21 anni: «Cerco di dare il meglio e di imparare da Moreno. Mi manca il gol, che peccato quello sfiorato con l’Inter»

Tutti parlano di Nico Paz e Martin Baturina, di Maximo Perrone e Jacobo Ramon, ma c’è un altro talento di cui si parla meno ma che rappresenta un patrimonio importante per il Como. E’ Alex Valle, esterno sinistro, talento della Under 21 spagnola, a scuola di Alberto Moreno sulla fascia sinistra azzurra. Valle, ha detto Fabregas, è un soldatino per la abnegazione, la concentrazione che mette nel lavoro. Lo disse subito, il giorno dell’esordio, poco più di un anno fa, a Bologna. Personalità da vendere nonostante la giovanissima età. Abbiamo sentito lui nella settimana della “finale” per la Champions con la Roma di domenica.

Ciao Alex. Allora sino a dove volete arrivare?

Stiamo facendo una bella stagione, siamo contenti motivati, non ci poniamo obiettivi. Sempre avanti come ci chiede il nostro allenatore.

Con la Roma sarà una finale?

No, non sarà una finale. Una partita importante lassù dove è bellissimo stare.

Tu hai giocato tanto nelle giovanili del Barcellona. Pensi davvero che al Como si respiri la stessa mentalità?

Mah, credo che il nostro allenatore abbia avuto tante esperienze all’estero che la sua caratteristica più importante è che ha lavorato dove l’obiettivo era sempre la vittoria. E così lui è un vincente, punta sempre al massimo e questo è importante.

Qual è la partita da dove sei uscito più soddisfatto dal campo, a livello personale?

Forse quella con l’Inter in Coppa Italia. Credo di aver fatto un bel lavoro.

Quella dove hai sbagliato quel gol da due passi: chissà che rabbia...

Non dirmelo. Questa cosa che non ho ancora segnato mi pesa un po’. Se fai le cose per bene, qualche gol anche nel mio ruolo devi segnarlo. Vorrei segnare qualche gol. Quello sbagliato con l’Inter? E’ stata quasi una sorpresa vedere il pallone sbucare così, l’ho colpito di istinto con il destro, ma non era la soluzione più giusta.

C’è un giocatore che ti ha messo in difficoltà quest’anno?

Diciamo che Conceicao della Juve è stato tosto. Quando è entrato ci ha messo la sua velocità, io ho mantenuto alta la concentrazione.

Anche sabato con Palestra deve essere stata dura.

Lo conosco, so le sue caratteristiche, sono entrato concentrato. Pochi minuti ma importanti. Uno come lui può cambiare la partita da un momento all’altro.

Fabreags dice che sei un soldatino per l’abnegazione che ci metti.

Beh, è una bella definizione. Mi ci ritrovo in pieno. Do tutto me stesso nel lavoro e in campo. Sono davvero concentrato, a volte non mi accorgo nemmeno di tutto il contesto e di quello che c’è intorno.

Sei in concorrenza con Alberto Moreno sulla fascia sinistra. Ma più che una rivalità, ci sembra un passaggio di consegne...

Guardo molto Alberto, ha esperienza, da lui posso imparare tanto. È utile per la mia crescita.

Chi ti ha ispirato?

Da bambino mi piaceva Iniesta, poi quando ho fatto il terzino e dovevo scegliere uno a cui ispirami, da guardare per imparare, direi Jordi Alba.

Come vivi la tua esperienza comasca?

Felice. La mia ragazza mi ha raggiunto, ci sono anche i mie due cani, un bassotto e un barboncino. Sto bene qui. Como è molto bella. C’era la possibilità di andare ad abitare a Milano, ma ho preferito Como perché si sta davvero bene.

Il clima allo stadio com’è?

C’è sempre una bella passione. Dobbiamo ringraziare tutto il pubblico per l’affetto e l’appoggio.

La Nazionale?

Un sogno. Per ora sono nell’Under 21. Poi si vedrà. Bisogna pedalare.

Che altri sport ti piacciono?

Il padel. Mi piace guardarlo in televisione. E poi, vivo, guardo tanto calcio.

E i capelli platinati di questa estate? Non ce li aspettavamo da uno “serio” come te?

Eh... Ogni tanto bisogna evadere. Non mi erano dispiaciuti. Non è detto che non ci riprovi.

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