Moraschini: «Ho voglia di vincere il derby
e trovare i tifosi a casa ad aspettarci»

L’intervista Il capitano di Cantù: «Anche i nuovi ora sanno la sfida con Milano non è normale»

«Ma per fortuna che c’è il Riccardo...». Ambiente tipico della Milano che fu (come quella in cui lui giocò), bar con biliardo e la canzone del Signor G, al secolo Giorgio Gaber, di sottofondo. Una strofa che lunedì sera - posticipo di Lba per il derby con l’Olimpia in trasferta - vorrebbero tanto intonare i tifosi di Cantù. Anche lui - Riccardo Moraschini, capitano dell’Acqua S.Bernardo - sogna il finale perfetto. «Eh sì», dice prima della seduta di allenamento del mercoledì.

Vuol dire cosa si augurerebbe?

Subito.

Prego, allora...

Saremo senza i tifosi della curva al Forum...

E questo è un dato certo. Dunque?

Dunque io so bene l’effetto che fa.

In che senso?

Nel senso che nell’unico derby che ho giocato con la maglia dell’Olimpia contro Cantù ero in un Assago infuocato dalla presenza di tifosi canturini. E dal campo si sentiva, eccome.

Quindi?

Quindi vi dico che la presenza della nostra gente incide eccome. L’atmosfera è completamente un’altra e siccome anche noi in fondo viviamo per tutto ciò, c’è una pressione diversa, così come il clima è diverso quando ci sono gli Eagles.

Ma non ci saranno, quindi pare un ragionamento nato già finito...

E allora vorrà dire che faremo di tutto per tornare da vincitori, magari trovandoli al palazzetto a Seveso ad aspettarci e festeggiare tutti insieme.

Questo, dunque, il suo augurio. Non male...

Direi di sì.

Avvolgiamo il nastro, le va?

Fate pure.

Quanto conta per Cantù questo derby?

Sicuramente tantissimo.

Ce l’aspettavamo...

Per la classifica, innanzitutto. Perché sarebbero due punti fondamentali per avvicinarci ancora un po’ alla salvezza. Varrebbero il doppio, per il potenziale di Milano e per quanto noi e la piazza teniamo e aspettiamo la sfida.

Quanto conta per Ricky Moraschini, leader della S.Bernardo, questo derby?

Tanto tanto, non può essere una partita normale.

Ce l’aspettavamo...

Per me sarà la prima volta al Forum da capitano di Cantù, un onore anche alla luce della rivalità tra i club e un’enorme soddisfazione personale.

Tutto qui?

Volete proprio scavare nelle mie sensazioni, allora?

Saremmo qui per quello...

E allora vi dico che sarà un’emozione bellissima. Così come quelle che ho vissuto in maglia Olimpia e che, capitemi, non potrò mai scordare. Ma, proprio per via del passato, vi dico una cosa.

Quale?

Che proveremo in ogni modo a vincere. Sarebbe una grande gioia - lo so - per i nostri tifosi, e per me in primis.

Togliendo lei, Bortolani per altrettanti buoni motivi e De Nicolao per i trascorsi da avversario, come si fa a spiegare agli altri l’importanza che ha questo match?

Lo stiamo preparando ormai da settimane, complice la sosta. E vi assicuro che hanno già compreso il messaggio. Anche perché poi basta girare per Cantù e fiutare l’aria. Con tutti a dire: “Mi raccomando a Milano...”. Hanno già cominciato quelli che sono venuti a vedere gli allenamenti, ci stanno già pensando pure gli altri.

E De Raffaele come le sembra stia vivendo questa vigilia?

Walter è molto più che calato nella parte. Tre settimane senza partite sono calzate a pennello, anche per capire sempre più di lui e del suo sistema. Che è molto diverso da quello di Brienza e che esige tanto e la cura dei dettagli.

Condizioni ideali, o no?

Il periodo ci è servito soprattutto per migliorare e automatizzare i dettami del gioco di De Raffaele.

E a inserire il nuovo arrivato Fevrier...

Anche. Ci siamo allenati bene e forte. Ivan è un innesto che ci può dare una mano ad aprire il gioco, è un buon tiratore e un difensore sulla palla. Spero che capisca presto il campionato italiano, anche se non sarà facile in una sola partita, ma si tratta di un ragazzo molto sveglio. Questo è sicuro.

E per lei cosa è cambiato? Sempre meno giochi da “quattro” da qui in avanti...

Sicuro, ma accade già da qualche partita. Sono tornato molto più a portare la palla, come mi chiede Walter. Che ha avuto bisogno di un periodo di assestamento per capire ruoli e caratteristiche di ognuno. Per cercare di farci rendere al massimo. Mi ha riportato anche a fare il play, e direi che non mi va mica male...

Parliamo di lei a Milano, le va?

Nessun problema.

Ci arriva da Mvp del campionato, dopo una grandissima stagione a Brindisi. Ed è subito protagonista.

Mi fa piacere lo diciate voi.

Perchè, non è così?

Sì, ma non so se faceva bello constatare che sono stato uno dei pochissimi italiani realmente protagonisti a Milano. In una Milano con squadra nettamente più forte e competitiva addirittura di quanto sia in queste stagioni.

Era l’estate del 2019, in pratica ha fatto tutto alla corte di Messina...

Vero, è Ettore che mi ha fortemente voluto.

E che non le ha mai fatto mancare fiducia, minuti e attenzioni.

Mi porto dentro di quegli anni le cose positive, che sono tantissime. Momenti indimenticabili e vissuti da protagonista, come detto. Un roster fortissimo. Non avremo vinto lo scudetto nella seconda stagione, quella post Covid, ma la Final Four di Eurolega è davvero tanta roba.

Eurolega nella quale lei ci stava comodo comodo...

Che soddisfazione giocare, e tanto, contro il Real Madrid e gli altri squadroni. Gli anni più belli della mia carriera, non ci sono dubbi.

Non cancellati dalla vicenda del doping.

Per quella storia mi resta parecchia amarezza. Non c’è la controprova, ma probabilmente sarei rimasto tanti e tanti anni ancora. Ho il rammarico di non aver potuto concludere bene due anni e mezzo fantastici.

Le ha lasciato pochi rimpianti, però, par di capire...

Sono successe tante cose belle, lo ripeto, e quelle non si cancellano. Resteranno sempre dentro di me. Come l’affetto della gente, che mi ha sempre circondato, anche durante la squalifica e al ritorno. E, non si fosse capito, sono molte di più le cose positive anche in questa parentesi negativa.

Adesso per lei c’è solo Cantù.

Tranquilli, sì.

Una bella base di partenza per la sfida di lunedì sera.

Daremo tutti tutto, e sicuramente anche qualcosa di più. All’andata ci siamo arrivati molto vicino e chissà cosa sarebbe potuto accadere con una vittoria. Ci riproveremo, statene certi.

Perché non vede l’ora di farsi abbracciare dai tifosi al ritorno a casa dal Forum...

Appunto.

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