Dakar, il gps e la giuria frenano Riva

Motociclismo Prima tappa complicata per il pilota di Cernobbio: «Mi sono fermato e mi hanno penalizzato»

como

Dopo il prologo di sabato, ieri la Dakar 2026, che vede esordire il comasco Mattia Riva nelle moto, è entrata ufficialmente nel vivo in Arabia Saudita con lo stage numero 1, da Yanbu a Yanbu che si affaccia sul Mar Rosso nonché uno dei poli petrolchimici più importanti del mondo.

Da affrontare un chilometraggio importante: 518 km, dei quali 213 di trasferimento e 305 di prove speciali. Il quarantaseienne pilota di Cernobbio, plurimedagliato Supermotard e protagonista in Colorado alla Pikes Peak International Hill Climb 2012, ha fatto una gara d’attacco, recuperando in parte il ritardo nel prologo di sabato, ma ha parecchio da recriminare per uno stop inatteso e soprattutto una penalizzazione molto discutibile, che lo ha relegato al 101° posto, a 18’ dallo spagnolo Canet.

«Classifica bugiarda»

«È una classifica bugiarda – attacca Mattia – perché dovrei essere in zona 90, avendo tenuto un buon ritmo e superando una dozzina davanti a me. Purtroppo al 140° chilometro non mi funzionava più il gps e per non rischiare mi sono fermato ad aspettare che passasse qualcuno per non navigare da solo. Ho perso venti minuti, che all’arrivo mi sono stati conteggiati come penalità. Sono andato in giuria a chiedere di togliermela, perché non è colpa mia e spero che ciò avvenga e possa trovarmi al posto in cui dovrei essere, intorno ai 70, per giocarmela nelle prossime tappe. Questa, comunque è stata durissima: un sacco di dune, fiumi pieni di pietre. Davvero tosta».

«Ho dormito poco»

Qualche rimpianto per non essere stato più veloce nel prologo di sabato. «Infatti. Ho dormito poco di notte, ripensando al prologo dove andavano tutti forte, mentre io sono stato un po’ troppo prudente forse, con il risultato di partire per la prima tappa nelle ultime posizioni. Ma è inutile recriminare. Bisogna andare avanti, i margini di miglioramento ci sono».

Per la cronaca, il ventenne Edgar Canet, già primo classificato nel prologo e pilota più giovane della storia del rally raid più iconico del mondo, è la rivelazione della Dakar 2026, segnando il trionfo Ktm, davanti a Daniel Sanders e Ricky Brabec. al terzo. Ross Branch, il più veloce nei 305 km di prova speciale, è stato penalizzato di 6 minuti per non aver rispettato il limite di velocità in un tratto del percorso.

Da primo dunque il pilota del Botswana è scivolato al settimo posto in questa stage d’apertura.

Oggi altra levataccia per la seconda tappa da Yanbu ad Al Ula di 504 chilometri, di cui 400 di prove speciali. Una tappa abbastanza insidiosa di rocce frastagliate, sabbie calde e dune a volontà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA