Riva resiste in gara: «Una tappa massacrante»

La gara Mattia finisce 73° di giornata nell’a tappa numero 8 e si conferma al 68° posto assoluto

Como

Diventa sempre più dura e selettiva la secondo settimana della Dakar 2026, ma Mattia Riva non molla e finisce 73° di giornata nell’a tappa numero 8 e si conferma al 68° posto assoluto. Ma da Wadi Ad-Dawasir e ritorno sono stati 717 chilometri massacranti con 481 km di speciale, passando da un deserto sabbioso, a dune altissime e pietraie. «E’ stata la tappa più lunga del rally – spiega Mattia Riva - veramente sfiancante con 230 chilometri di trasferimento e 481 di prove speciali, una vera mazzata, con cambiamenti continui delle condizione del percorso. Siamo partiti con piattoni veloci e fin lì tutto normale, poi dune altissime come enormi palazzi, a seguire pezzi da smanettare come kamikaze, quindi 180 chilometri di sassi e pietre, dove con il passaggio di trenta macchine che ci hanno raggiunti, ne siamo usciti devastati, andando a 40 all’ora per non correre il rischio di farsi male. Ho le braccia morte». «Questa speciale – puntualizza - con sassi, sabbia e pietre tutto devastato dalle macchine, alla fine è stata come due tappe delle precedenti insieme». Per la cronaca, il motociclista argentino Luciano Benavides (Ktm) ha conquistato la testa della classifica generale con un vantaggio di dieci secondi, davanti al compagno di squadra australiano Daniel Sanders e al rivale americano Ricky Brabec su Honda. Per quanto riguarda i piloti italiani, da registrare il 22° tempo di tappa di Paolo Lucci, che ha chiuso con un ritardo di 37’24”. Risultato comunque inutile per la classifica delle moto, il quanto il pilota aretino è ripartito con la Dakar Experience dopo il ritiro della prima marathon di settimana scorsa, quindi unicamente per fare test. Nella generale, il migliore degli italiani rimane Tommaso Montanari, che con Mattia Riva porta i colori del Team Simpaty di Castoglion Fiorentino. Riva si conferma quinto degli italiani. Oggi arriva la prima parte tappa marathon che quest’anno è spalmata su due giorno. Si tratta della numero 9 da Wadi Ad-Dawasir per coprire 531 chilometri totali, di cui 410 di speciale, fino al bivacco nel deserto senza assistenza. Delle due, forse questa è la meno dura, anche se ogni errore potrebbe costare caro. Però dal bivacco si intravvedono le imponenti dune che preannunciano ai concorrenti le difficoltà che incontreranno. «Avremo due giorni senza assistenza – precisa Riva - e sarà quindi molto dura. Praticamente faremo più di mille chilometri in due giorni, ma a questo punto nulla più mi spaventa e sono deciso a resistere sino alla fine».

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