Un comasco in moto alla Dakar: c’è Riva

Motori Il quarantaseienne pilota comasco, in sella alla sua Ktm numero 106 di gara, è uno dei due rookie azzurri

Como

C’è anche Mattia Riva tra i sette italiani che affronteranno in moto la Dakar 2026. Il quarantaseienne pilota comasco, in sella alla sua Ktm numero 106 di gara, è uno dei due rookie azzurri (l’altro Andrea Gava), arrivati in Arabia Saudita, pronti a scattare oggi sabato dal Camp di Yanbu per il prologo del rally raid più famoso del mondo, aggiungendo il suo nome nella moderna alla significativa partecipazione lariana nella Classic, rappresentata dai colori di Tecnosport, con Lorenzo Traglio e le tre Ladies Dakar a bordo di un camion. Riva riesce così a realizzare un sogno che accarezzava da tanto tempo, andando ad arricchire il suo ricco palmares di successi nel supermotard. Tra questi la partecipazione alla Pikes Peak International Hill Climb 2012 a Colorado Springs, una gara senza eguali, nota come “Race to the clouds” (corsa alle nuvole), con partenza a 2500 metri di quota e su per 21 chilometri tutti tornanti e curve, fino a 4302 metri,. Fu un successo: quarantaquattresimo assoluto (su 200 moto), sesto della classe 750, secondo degli italiani, ma primo dei piloti debuttanti alla mitica corsa. Tra i suoi successi anche il Motorsport Italia Trophy di Supermotard. Ora al pilota di Cernobbio si alza il sipario sulle sabbie insidiose ed i sassi del deserto saudita. «Non so spiegare esattamente l’emozione che ho provato due mesi fa – spiega Mattia – quando ho visto sul sito della Dakar 2026 pubblicato il mio profilo tra i partecipanti con il numero 106 della mia moto e sotto il mio nome. Ho vissuto sei mesi di preparazione, passione e sacrificio, ma ne è valsa la pena, vada come vada la gara, che mi rendo conto sarà durissima. Grazie ai partner che hanno creduto in me e mi sostengono in questo percorso». Arrivato a Yanbu da qualche giorno, secondo i tempi previsti, dopo le verifiche pre gara, Riva ha già avuto il primo impatto con questa nuova esaltante avventura, svolgendo lo shake down di 28 chilometri per prendere un po’ di confidenza con la moto sul terreno del tutto sconosciuto. «E se questo è stato solo l’assaggio di cosa ci aspetta – assicura - non oso immaginare il resto. Sicuramente sarà la sfida più estrema che ho mai affrontato sinora, ma ce la metterò tutta per arrivare sino in fondo con la passerella sul palco a Yanbu il 17 gennaio». Arrivare al traguardo dell’ultima prova speciale, infatti, rappresenta la priorità per il rookie comasco della maratona saudita.

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