Nessuno come noi. Cesc: chi ha mai bloccato così l’Inter?

Le riflessioni del mister sulla semifinale: «Tutti ti fanno almeno un tiro in porta, loro con noi non sono riusciti. Se avessimo preso gol in una partita così non avrei dormito. Facile parlare, io non ho rimpianti»

Como

Nessun rimpianto, nemmeno a ripensarci con calma. Solo una considerazione, «il Como avrebbe meritato di vincere 1-0», che non cambia però le riflessioni di Cesc Fabregas sulla partita dell’altra sera con l’Inter. «Avremmo dovuto osare di più? No, se poi pressando più alto loro ci avessero segnato io non avrei dormito per settimane. Loro ci aspettavano, noi invece abbiamo fatto esattamente la partita che ci eravamo proposti di fare. Mi piacerebbe sapere quante sono le squadre che riescono a fermare in questo modo l’Inter. L’Inter ha fatto 0,07 nel dato dei gol attesi (i cosiddetti “expected goals”), quante volte in questi anni è successo? Oggi anche se giochi contro la squadra più scarsa del mondo, almeno due tiri te li fa, l’Inter con noi non lo ha fatto, non è arrivata alla porta. Poi certo, parlare dopo è facile... Voi avete visto tante squadre che fanno contro l’Inter quello che abbiamo fatto noi? Io sono molto contento della prestazione, poi ci sarà gente che la pensa in modo diverso, io accetto tutto».

L’orgoglio del condottiero

«Non ho proprio nulla da recriminare - prosegue - anche ripensandoci sono contentissimo dell’intelligenza con cui abbiamo saputo gestire la gara. E orgogliosissimo del fatto che dopo quarant’anni il Como sia in semifinale e possa andare a Milano a giocarsela. Nel calcio non c’è niente di impossibile».

Nemmeno quell’occasione sbagliata di Valle lo ha fatto arrabbiare troppo: «Le occasioni le abbiamo avute noi. Con Vojvoda nel primo tempo e poi quella di Valle. E lì non si tratta più di tattica ma di abilità individuale, si può riuscirci o no. Certo, quel gol in allenamento lo fai, ma non ho nulla da rimproverargli, anzi, l’importante è che sia riuscito ad arrivare lì, poi c’è stata anche una piccola deviazione... Ne abbiamo riparlato, anche lui sa che poteva fare meglio, ma c’è poco da dire, sono situazioni da gestire velocemente. Nove su dieci segni, ma è come con i rigori: in allenamento puoi segnare dieci volte su dieci, ma in partita è tutto diverso».

Kempf e il futuro di Ramon

Era comunque una partita difficile da preparare, come tutte ma anche di più, vista la formazione dell’Inter davvero impronosticabile. Come ci si comporta in questi casi? «Un piano B deve esserci sempre. Noi comunque l’abbiamo studiata a prescindere in questo modo, poi all’ultimo, quando vedi la formazione avversaria, devi essere capace di gestire al momento, sapendo però che ci sono giocatori che possono essere utilizzati in modo diverso. Il nostro piano in ogni caso ha funzionato per quello che ci eravamo proposti di fare». Dell’Inter, ora, Fabregas preferisce non parlare più: «Ci sono sette settimane, ci penseremo quando sarà il momento. E la prepareremo con la consapevolezza giusta. Siamo ancora in gioco, ed è esattamente quello che volevamo». Ha concluso spiegando che Kempf (non convocato con l’Inter) «sta bene e si è allenato». E a chi gli ha chiesto se Jacobo Ramon resterà qui l’anno prossimo ha risposto: «Sì».

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