Oggi c’è Como-Napoli, Fabregas: «Ho imparato l’intensità da Conte. E ora...»

La sfida Arriva il Napoli, un big match al Sinigaglia. In conferenza stampa l’allenatore dei lariani: «L’Europa? Vedremo dove saremo, le pagelle alla fine. Gli arbitri? Non credo alla malafede, conta la capacità»

COMO

Arriva il Napoli e in sostanza è uno scontro diretto per la zona Champions. Ma Fabregas non cambia il suo ruolino di marcia. Verso l’Europa senza paura e senza dubbi. L’allenatore del Como non vuole mettere limiti al destino, suo e del Como. «La Champions potrebbe essere troppo difficile per noi? Non si è mai pronti per niente finchè non si prova, finchè le cose non si affrontano. Ma intanto non diamo nulla per scontato, dobbiamo ancora avere la certezza di qualificarci per una Coppa, aspettiamo. E poi, dopo l’ultima partita con la Cremonese, faremo le pagelle e vedremo come è andata».

Passi

Partita dopo partita, così vuole continuare a ragionare Cesc. E il primo ostacolo giustamente di attenzione e ragionamenti ne richiede parecchi.

«Il Napoli è una squadra che in questa stagione ha avuto tanti problemi, ma che è riuscita a mantenere un livello di rendimento alto grazie soprattutto al lavoro del suo allenatore. Mi aspetto una grande partita, di bel calcio propositivo, una sfida di alto livello».

Genova

A Genova Fabregas ha rivisto il Como che gli era mancato nella trasferta precedente di campionato con il Sassuolo. «Ho visto la mentalità, il coraggio, la personalità. Io sono stato capitano a ventun anni di una squadra molto giovane, all’Arsenal. E so come ci si sente quando si deve andare a vincere a quell’età. Il Genoa ci ha pressato tanto, l’ambiente in quello stadio con così tanto tifo non era semplice da affrontare. Può capitare di perdere un po’ di fiducia, di demoralizzarsi, di voler stare lontani dalla palla. Invece ho visto la squadra fare molto bene nel primo tempo con la palla e molto bene nel secondo tempo senza. Tutti sono rimasti compatti ad aiutarsi nel non voler prendere gol. Sono stato molto contento». Le ripartenze dal basso: «In sostanza le facciamo spesso, ma seconda dell’avversario in settimana prepariamo sempre qualcosa di specifico».

Ed è contento anche del fatto che per la partita di domani riuscirà a recuperare tutti i suoi giocatori. «Sì stanno tutti bene, torneranno anche Vojvoda e Sergi Roberto, anche se Sergi non ha ancora il ritmo per novanta minuti, ma ci saranno tutti».

Conte

Inevitabile parlare anche di Conte, un allenatore «che mi ha insegnato tantissimo. Nessuno nella mia vita mi ha fatto soffrire come lui fisicamente, ne so qualcosa di quanto siano intensi i suoi allenamenti. Ma dopo quattro-cinque mesi io volavo, andavo a mille, mi sentivo fortissimo. Lui a livello di preparazione fisica fa rendere tantissimo i suoi giocatori, il Napoli è la squadra che in Italia corre di più. I miei ritmi di allenamento sono diversi, ma nei miei giocatori cerco la stessa cosa, intensità, andare sempre a mille».

Intensità

E a proposito di intensità, Fabregas ha assistito di persona alla sfida tra Psg e Bayern, «da spettatore credo la più bella partita che io abbia visto nella mia vita. Da allenatore in panchina certamente l’avrei vissuta con molta sofferenza in più, non l’avrei apprezzata allo stesso modo. Ma è stato anche un modo per imparare tante cose, per vedere ancora meglio dove sta andando il calcio moderno. E ho visto pochissima tattica di squadra e tanta tecnica individuale, la capacità di fare scelte velocemente, una partita anche molto interessante in questo senso, oltre che una goduria per chi ama il calcio». Cose che cercherà di riportare anche nel Como.

«Ho fatto vedere un video di venti minuti ai ragazzi, per compararlo con quello che facciamo noi e imparare, l’hanno seguito con gli occhi spalancati. La cosa bella è vedere la semplicità con cui fanno le cose i giocatori top».

Arbitri

Cesc ha parlato anche del caso che sta investendo il mondo arbitrale.

«Degli arbitri in Italia si parla tanto, ma succede così anche in Spagna. In Inghilterra forse un po’ meno. Io non credo che ci sia mai malafede, piuttosto, come succede per i giocatori, ci sono arbitri più o meno bravi. E’ una questione di capacità, e di buon senso. L’arbitro non dovrebbe mai essere protagonista, ma io stesso ho capito che dovevo migliorare il mio comportamento in panchina ed essere più collaborativo, le cose sono migliorate. In quanto a questo episodio, al famoso video, bisognerebbe conoscere meglio le cose per giudicare. Non lo trovo un fatto così drammatico, può essere che chi è intervenuto lo abbia fatto semplicemente per aiutare, anche se non è una cosa che va fatta».

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