Ora è insultatismo

Il caso L’episodio di San Siro, l’intervento di Cesc su Saelamaekers e la reazione del tecnico rossonero. Nelle ultime ore commenti duri sull’allenatore del Como. Di Canio: «Lui Guardiola? Mi sembra più Mourinho»

Como

Luci sempre più accese su Cesc Fabregas, anche se stavolta per motivi non particolrmente piacevoli. Altro che polemica tra risultatismo o giochismo. Acqua fresca rispetto a quello che è accaduto l’altra sera tra il tecnico del Como e Massimiliano Allegri. Insultatismo. Che come sempre ormai succede in serie A travalica poi i confini del buon senso e della gravità dei fatti in sé. Al punto da portare l’allenatore del Milan a perdere la testa e diversi commentatori anche autorevoli a stigmatizzare il comportamento di Fabregas in maniera forse anche troppo pesante.

Breve riepilogo: minuto 78 di Milan-Como. Fabregas, come effettivamente spesso accade questo sì, sta praticamente sulla linea laterale, fuori dai confini dell’area tecnica. Davanti a lui Rodriguez e Valle contrastano Saelemakers portandogli via la palla, mentre Cesc in un gesto che a rivederlo pare istintivo ma che comunque non va commesso – ed effettivamente avrebbe dovuto essere sanzionato - tocca sulla schiena il giocatore rossonero.

Il fatto

L’azione procede, Valle crossa, Baturina colpisce la palla che va sull’esterno della rete. A quel punto Allegri indiavolato parte verso la panchina comasca, bagarre, espulsione dell’allenatore milanista e di due membri dello staff di Fabregas. Che nel frattempo si scusa visibilmente con il giocatore avversario, il quale dalle immagini sembra accettare con tranquillità le scuse, e con l’arbitro. Gesto sbagliato di Fabregas, e sbaglia anche il direttore di gara a non sanzionarlo. Ma certamente sanzionabile, come del resto è avvenuto, è stata anche la veemente reazione di Allegri. Che in sala stampa, davanti alla platea dei giornalisti, si ritrova faccia a faccia con Fabregas insultandolo pesantemente («Sei un cogl...»), dandogli anche del «bambino che ha appena cominciato ad allenare». Cesc nel frattempo si era scusato pubblicamente, definendo il suo «un gesto antisportivo». Ma ad Allegri delle scuse non è chiaramente importato nulla, «la prossima volta anch’io entro in scivolata su un avversario, poi mi scuso».

Ovvio che la cosa non potesse finire lì. E difatti nelle ore successive tra pareri social e commenti degli opinionisti è successo davvero di tutto. E non a favore di Cesc. Anche oltre l’episodio specifico dell’altra sera. Per esempio Fabio Capello si riferisce al comportamento del Como in generale. «La cosa che non mi piace del Como è che protesta in maniera pazzesca. Vanno sempre dall’arbitro. Nelle ultime tre partite hanno protestato continuamente, in tre, quattro, cinque giocatori verso l’arbitro. E’ brutto, Fabregas deve lavorarci su questa cosa. Poi in Italia c’è un’altra cosa che è concessa, gli allenatori corrono tutti lungo la linea laterale. C’è un’area tecnica e poi fanno quello che vogliono. Perché questa cosa viene accettata? Lo fa Conte, lo fa Fabregas, ai miei tempi era vietato». Attacco che arriva dagli studi televisivi, come quello pesantissimo di Paolo Di Canio.

«L’atteggiamento di Fabregas non mi piace. Salta, sbraita, tocca, cosa che può essere legale nella propria area tecnica ma anche il modo di protestare è molto al limite. Mi sembra un atteggiamento più da Mourinho che da Guardiola. Penso che se facesse così in Premier sarebbe mandato fuori in ogni partita. Perché lì non si accetta il fatto di essere teatrali, di mandare gli altri a quel paese».

Paragoni

Non mancano paragoni con la recente vicenda accaduta in Juve-Inter. «Merita le stesse critiche rivolte a Bastoni. Con un’aggravante, lui è l’allenatore – scrive il giornalista Fabio Ravezzani -. Fabregas trattiene Saelemaekers per impedirgli di giocare e poi ne chiede l’espulsione per un fallo successivo? Una scena vergognosa».

C’è anche qualcuno però che sottolinea la reazione esagerata di Max Allegri. «Fabregas fa un gesto antisportivo, l’arbitro doveva punirlo. Ma anche la reazione di Allegri è esagerata, non fa neppure lui una bella figura a urlare insulti nei corridoi di San Siro».

C’è chi invoca la prova tv accusando Fabregas di finte scuse, ma l’episodio non rientra nella casistica di condotta gravemente antisportiva o violenta prevista in questo caso dal regolamento. Dunque resta al suo posto e sarà in panchina regolarmente a Torino. Finirà così, ma se ne parlerà ancora a lungo.

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