Sammarco, Strefezza e... Audero: quanti incroci nelle prossime gare
Curiosità Tanti volti noti nelle prossime gare del Como
Tante storie che si intrecciano con Como e con il Como. Nelle prossime tre partite in campo da avversari ci saranno anche sentimenti particolari, che danno a queste tre sfide sicuramente del colore e del batticuore in più a chi le vive. Per affetto da parte di qualcuno, per spirito di rivalsa da parte di qualcun altro.
Per esempio, sulla panchina dell’Hellas Verona siede il comaschissimo Paolo Sammarco. Che la maglia del Como non l’ha mai indossata, ma che nel suo quartiere, Sagnino, ha ancora radici e amici, alcuni dei quali ovviamente tifosissimi del Como. E proprio nel Sagnino ha tirato i suoi primi calci, per crescere poi nelle giovanili del Milan e fare altrove la sua carriera, con ben undici stagioni in serie A tra Chievo, Sampdoria, Udinese, Cesena e Frosinone. Tutte nel periodo più buio, invece, per il Como, in cui non ha mai giocato anche per questo. E per lui, che ha esordito sulla panchina della prima squadra solo tre mesi fa chiamato a sostituire Zanetti, questa è sicuramente una partita speciale.
Sentimenti diversi proverà invece, in Como-Parma, Gabriel Strefezza. Giocatore che a Como è rimasto poco ma ha lasciato un segno importante. Un anno e mezzo in cui ha dato tantissimo, aiutando la squadra a salire in serie A e segnando sei gol l’anno scorso. Sua la scelta di andarsene quest’estate, forse con la prospettiva di poter trovare meno spazio, per quanto fosse un giocatore su cui Fabregas aveva sempre contato tanto. E i tifosi anche.
A Cremona il Como ritroverà Audero, che all’andata al Sinigaglia non aveva giocato. La sua esperienza in biancoblù non è stata positiva: arrivò dopo la promozione in A ma Fabregas lo mise in campo solo otto volte, preferendogli prima Reina e poi facendo arrivare Butez a gennaio. Per lui potrebbe essere un’occasione di rivalsa. E non va dimenticato che il capitano della Cremonese è un altro comasco, Matteo Bianchetti. Lui la maglia del Como, dell’Accademia Como, la indossò fino a dodici anni, dopo aver tirato i primi calci nella Libertas San Bartolomeo. Se ne andò nel 2005, quando il Como era alle prese con il suo primo fallimento, di cui fecero le spese anche i più giovani. Ma Como resta la sua città.
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