Soste, esilio e rinvii  Lo “strano ma vero”  della storia del Como
Como-Juventus del 2003 sul neutro di Piacenza per la squalifica del campo del Como

Soste, esilio e rinvii

Lo “strano ma vero”

della storia del Como

La lunga paura per il Coronavirus lascia un po’ tutti i tifosi azzurri attoniti e spiazzati . Ma le situazioni particolari non sono mancate

Cinquanta giorni, in due tranches, senza partite. Gli ultimi 23 con la mascherina in faccia e la totale incertezza su cosa possa succedere di qui in avanti, al netto dei progetti di ripartire. Questo periodo entra di diritto, un po’ angosciosamente, negli “Strano ma vero” della storia del Como. E così siamo andati a caccia degli altri casi in cui ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: «No, dai: non può essere vero».

Esili e rinvii

Non c’entra nulla, ma questo lungo esilio dal Sinigaglia (alla fine saranno 30 giorni) riporta alla mente la squalifica di 4 giornate dello stadio comasco nel 2003 dopo gli incidenti di Como-Udinese. Il Como giocò a Reggio Emilia con l’Atalanta e a Piacenza contro Roma, Parma e Juventus, con le carovane di tifosi, in treno o in pullman, che si muovevano. Una situazione strana. Così come strana è stata quella dell’esilio dal proprio campo per lavori, all’inizio della Serie B di 5 anni fa. Tre partite in campo neutro a Novara. Altro choc, anche se minore, il rinvio della prima partita di campionato della serie A contro la Roma. Il Como aspettava da 13 anni la massima serie, e la prima partita saltò per via della battaglia per i diritti tv.

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