Striscioni, cori, balli e omaggi speciali. Da Nico a Strefezza

Stadio Una giornata straordinaria sugli spalti: che gioia il Como in Europa. La quarta maglia, l’entusiasmo per Paz in tribuna, il “girotondo” a fine match

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«Allora, hai già iniziato a guardare i voli?». Sorrisi, pacche sulle spalle, qualche battuta. «Ancora non ci credo che siamo in Europa». I discorsi fuori dal Sinigaglia sono tutto un programma. Già prima della partita si respira un’aria magica. Gli sguardi dei tifosi non sono mai stati così luminosi, pieni di orgoglio. Sembra impossibile, ma è successo davvero. L’ultima al Sinigaglia della stagione, con il Como che festeggia la qualificazione in Europa.

E allora ecco tutti con la maglia azzurra, i cori, l’entusiasmo già nelle ore precedenti alla partita. C’è da omaggiare un gruppo di ragazzi che ha regalato alla gente un sogno bellissimo. C’è da ringraziare una società visionaria che nel giro di cinque anni ha portato il Como a giocarsi le prime posizioni della Serie A. Ghe el Como anca a mezzdì. Una scena bellissima ha caratterizzato l’arrivo della squadra allo stadio: tutti i dipendenti del Como hanno applaudito l’entrata dei ragazzi nel tunnel che porta agli spogliatoi. Una passerella d’onore per ringraziarli degli straordinari risultati ottenuti.

“Nico, Nico!”

Appena entrati allo stadio, la prima occhiata è verso le tribune, dove c’è Nico Paz. Il diavolo che ha inventato il calcio ha voluto che la sua (probabile) ultima apparizione al Sinigaglia sia in tribuna, a causa di un problema al ginocchio. Quando il pubblico lo vede entrare, tutti si alzano in piedi festanti. Parte il coro: “Nico, Nico!”. Lui, elegantissimo in abito beige, saluta con un sorriso e si concede ai bambini che gli chiedono un selfie. Poco dopo, all’entrata delle squadre, l’omaggio è per Fabregas. Cori anche per Cesc, che sembra più tranquillo del solito, felice di godersi una giornata dove non c’è nulla da perdere, solo l’orgoglio di vedere i suoi ragazzi lì a giocarsi l’Europa dei grandi.

Il Como scende in campo con la quarta maglia. Azzurra, in stile un po’ retrò, con i calzettoni gialli. Qualcuno si lascia andare alle battute: «Oggi abbiamo noi i colori del Parma». Nel frattempo le giocate in campo infiammano l’ambiente. Nei distinti si eleva la coreografia dei Pesi Massimi: “In Europa, Semm Cumasch. Grazie ragazzi”.

Abbracci

Il Como attacca e a inizio secondo tempo trova il gol che manda in estasi lo stadio. A segnarlo è Moreno, ma tutti corrono ad abbracciare l’autore dell’assist Jesus Rodriguez: i malumori dopo la sostituzione a fine primo tempo contro il Verona sono superati. Subito dopo il gol, il Parma sostituisce Strefezza e qui parte una standing ovation commovente, perché come ha detto Fabregas «chi ha dato tutto per questa maglia non verrà mai dimenticato». Proprio Cesc si avvicina al suo ex giocatore e tra i due c’è un abbraccio che non ha bisogno di spiegazioni. La stessa scena che si vedrà anche negli spogliatoi, con il giocatore al fianco di Ludi e Suwarso.

Al fischio finale la squadra balla sulle note di “Cavalinho”, la canzone brasiliana che viene spesso fatta risuonare negli spogliatoi. Anche gli infortunati Valle e Addai partecipano alla bagarre. Fabregas, questa volta insieme a tutto il gruppo, esulta sotto la curva con i suoi iconici tre urli di gioia. Smolcic invece, tra i più scatenati, sventola uno stendardo a due aste con la scritta “Brigata Smolcic”. Nel cerchio di centrocampo si crea un girotondo con giocatori e staff in cui tutti si tengono per mano: è la fotografia più bella della stagione. La famiglia del Como è più unita che mai. E vola in alto.

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