Suwarso, stadio e fair play: «Lavoriamo per l’Europa»
Calcio Il presidente: «Al momento siamo sotto di circa 75 milioni rispetto al tetto Uefa. Ma i ricavi crescono»
Como
«Cesc è un po’ come un Ceo del settore calcio. Nelle grandi aziende non si chiede a un manager quando se ne vuole andare, non funziona così. Ci godiamo il momento, sapendo che nella vita può succedere di tutto. Ma abbiamo creato un sistema per cui pensiamo che un eventuale addio non faccia cadere tutto». Così risponde Mirwan Suwarso in un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Con calma, con pacatezza, con la visione di chi non si fa troppo condizionare dal successo appena ottenuto contro la Roma - «si tratta solo di un piccolo risultato sportivo all’interno di un progetto a lungo termine, per noi era una partita come un’altra, non c’era tensione perchè siamo già ampiamente oltre il nostro obiettivo» -, non spostando di una virgola quelle che sono sempre state le sue idee, sue e della proprietà. «Le emozioni del singolo risultato rischiano poi di influenzare le decisioni, e non va bene», dice. Anche se non nasconde che la cosa che gli piace di più del calcio italiano «è la passione della gente».
Inevitabile però parlare di Europa, che significa anche fair play finanziario. «Al momento siamo sotto di circa 75 milioni rispetto al tetto Uefa. Non esiste però un caso come il nostro in cui così velocemente si passa dal ritorno in serie A dopo vent’anni all’ingresso in Europa. Però i ricavi stanno crescendo molto, abbiamo stretto accordi con latri 11 club, e pensiamo nel giro di due o tre anni di poter soddisfare i requisiti del financial fair play. Per chi arriva in Europa per la prima volta o dopo così tanto tempo questo margine è concesso». Europa significa anche stadio adeguato, e su questo Suwarso ribadisce il suo ottimismo. «Ci stiamo lavorando. La cosa principale è trasformare la curva da tubolare a struttura permanente, e farlo entro la fine dell’estate. Poi adempieremo a tutti gli altri requisiti».
Inevitabile la domanda sul futuro di Nico Paz. «La decisione spetta solo al Real Madrid. Noi non possiamo far niente se non aspettare, saremo comunque felici per lui e lavoreremo per trovare un sostituto». Sul futuro del Como, invece, «mi piacerebbe che il club fosse autosostenibile. E che continui a dare felicità e opportunità a tante persone».
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