(ANSA) - ROMA, 08 GEN - Un'analisi del Dna del miele potrà monitorare la salute delle api senza disturbare l'attività delle arnie, prevenendo e contrastando le tante infezioni virali e parassitarie.
E' l'obiettivo di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PLoS One e condotto da un team di ricercatori del Crea Agricoltura e Ambiente, nell'ambito di due progetti europei. Il monitoraggio tradizionale di patogeni comporta il campionamento diretto di singole api che richiede la raccolta di numerosi esemplari. Per evitare indagini così impattanti su questi insetti, i ricercatori hanno utilizzato innovative tecniche molecolari che, attraverso l'analisi di Dna e Rna ambientali, rendono il miele un potente bioindicatore; infatti, l'estrazione di materiale genetico da campioni ambientali, invece che direttamente dagli organismi, costituisce un metodo affidabile di rilevazione di patogeni delle api.
Le analisi molecolari svolte su 679 campioni di miele provenienti da tutte le regioni italiane, hanno rilevato la presenza di 8 patogeni nel 97,5% dei casi. Sono state, quindi, ottenute stime della prevalenza, dei carichi e della co-presenza dei patogeni ed è stata valutata la variazione per tipo di miele, regione e area geografica più ampia, con l'obiettivo di stabilire una base epidemiologica per la salute della colonia.
Secondo giovanni Cilia, ricercatore che ha coordinato il team dello studio, sono dati significativi per la salute delle api, che non compromettono qualità e sicurezza del miele per l'uomo; la rilevazione molecolare dei patogeni può fornire un metodo di screening rapido ed efficace. I risultati dello studio incoraggiano a fare del miele l'epicentro di un sistema di sorveglianza nazionale dello stato di salute delle api e ad approfondire la correlazione tra quantità di patogeni nel miele e condizione reale delle colonie (ANSA).
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