(ANSA) - ROMA, 20 GEN - "Il Conto termico non va più letto come incentivo isolato: inserito in una Comunità energetica (Cer), diventa uno strumento di pianificazione energetica locale": a pensarla così il presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati Giovanni Esposito, ricordando come il "decreto dello scorso agosto, che aggiorna e sostituisce la disciplina del 2016, ha rafforzato l'impostazione prestazionale dello strumento, ampliandone la capacità di dialogo con altri meccanismi della transizione". Il Conto termico 3.0, recita una nota della categoria, "rappresenta un passaggio significativo, non tanto per la sua natura di incentivo - elemento ormai noto a Pa e imprese - quanto per la possibilità di essere inserito in un disegno energetico territoriale più strutturato. I periti industriali, promotori di PerCerto, la prima Comunità energetiche rinnovabile nazionale, vedono in questo strumento una grande occasione sia per i professionisti, sia per i benefici prodotti in termini di decarbonizzazione e risparmio energetico per il sistema Paese", si legge. Gli interventi incentivati dal Conto termico "non costituiscono direttamente la base produttiva di una Comunità energetica, ma ne rappresentano un presupposto fondamentale. Riducendo i fabbisogni energetici degli edifici e modificandone i profili di consumo, essi rendono più efficiente e sostenibile l'inserimento di impianti di produzione rinnovabile elettrica, realizzati attraverso altri strumenti incentivanti. È in questo modo che scuole, municipi, impianti sportivi e sedi di Pmi possono evolvere da semplici punti di consumo a nodi attivi di una infrastruttura energetica distribuita: edifici capaci di combinare riduzione dei consumi, produzione rinnovabile e condivisione dell'energia all'interno della Cer", termina la nota. (ANSA).
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