A Vighizzolo gli allagamenti fanno ancora paura
Cantù Al via il nuovo tour dell’assessore Lapenna per raccogliere segnalazioni dalle frazioni. Cattaneo: «Verifiche in corso per raddoppiare i tubi in piazza Piave, ma significa chiuderla mesi»
Cantù
Sono passati cinque mesi dall’alluvione del 22 settembre, quando la città è finita schiantata sotto 210 millimetri di pioggia. Ma per i residenti di Vighizzolo è come fosse accaduto ieri. E soprattutto hanno paura che possa accadere ancora domani. L’assessore itinerante Andrea Lapenna, che ha delega ai Rapporti con le frazioni,
è tornato a incontrare i cittadini e martedì sera è partito dall’oratorio di Vighizzolo, dove non è arrivato da solo ma accompagnato dal collega Maurizio Cattaneo, che ha delega ai Lavori Pubblici. Come sempre in queste occasioni i temi sollevati sono stati la pulizia delle strade, l’incuria, la manutenzione del verde, l’abbandono di rifiuti, la sicurezza stradale. Ma un argomento ha monopolizzato l’assemblea, quello degli allagamenti che mettono a mollo la frazione. Anche quando non si tratti di un’alluvione ma di un semplice temporale. Tra le zone più colpite Vighizzolo è sempre in prima linea, nonostante gli importati interventi di rifacimento e potenziamento della rete fognaria eseguiti da parte di Como Acqua, che si sperava potessero essere risolutivi. Così non è stato.
Evento eccezionale
Maurizio Cattaneo ha rimarcato che il 22 settembre è caduta una quantità d’acqua tale che la prossima volta accadrà ancora tra 200 anni. Ma, ha ammesso, quegli eventi impongono di cambiare, da qui in avanti, la prevenzione: «Quello che è successo ha dato una svolta alla progettazione futura». Per risolvere le problematiche idrauliche di Vighizzolo, l’anno passato, è stato fatto un investimento di 4 milioni di euro in tutto, anche se non sono state le casse del Comune a sostenere la spesa: il rifacimento e potenziamento della rete fognaria è stato opera di Como Acqua, il completo rifacimento del collettore di via Isonzo. Lavori, hanno obiettato i cittadini, che non sono riusciti a tenere all’asciutto abitazioni e negozi.
La soluzione definitiva
«Per risolvere definitivamente gli allagamenti in piazza Piave – ha spiegato Cattaneo – è necessario un altro lotto di lavori su piazza Piave potenziando anche qui il sistema fognario. Abbiamo già aperto il confronto con Como Acqua, stiamo battendo cassa per reperire le risorse per completare il progetto. Ma, di questo i residenti devono essere consapevoli, richiederà di chiudere la piazza a lungo». Il riferimento, alle proteste e i malumori per i 12 giorni di cantiere dell’anno passato. I presenti hanno chiesto aggiornamenti anche sulle vasche di laminazione di via Mentana. La terza vasca è completata, e di fatto da sola può contenere tanta acqua quanto le prime due, ha sottolineato Cattaneo.
Ma la priorità è rimetterle tutte in piena attività per reggere di fronte a un maltempo per il quale, sempre più spesso, ci si trova a dover utilizzare l’aggettivo straordinario. «La prima è quella che mi dà maggiore preoccupazione – ha ammesso - ancora sottoposta a sequestro da parte della procura, dopo la tragedia dell’anno passato. La seconda ha subito un parziale crollo nell’alluvione. Ora abbiamo affidato l’incarico di progettazione e direzione dei lavori di ripristino. Nei prossimi mesi vogliamo intervenire, per riattivarla il prima possibile».
© RIPRODUZIONE RISERVATA