Abusi, botte e molestie a moglie e figli. Condannato a sette anni di carcere

Il processo Un uomo di 45 accusato di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e stalking. Gli episodi sono iniziati nel 2017 e sono proseguiti anche dopo la separazione tra i coniugi

Sette anni e mezzo aveva chiesto il pubblico ministero Giuseppe Rose. Il Collegio del Tribunale di Como presieduto da Valeria Costi (a latere Veronica Dal Pozzo e Maria Lombardi Stocchetti) ha accolto l’invocazione della pubblica accusa, scendendo solo di qualche mese ma condannando l’imputato per tutti i capi di imputazione ad una pena comunque pesante, sette anni.

Si è concluso così, nel palazzo di giustizia lariano, il processo a carico di un marito di 45 anni, originario di Somma Lombardo ma residente a Cantù, ritenuto responsabile del maltrattamento in famiglia della moglie (41 anni) e anche dei figli minori, e pure di stalking e di violenza sessuale sempre a carico della consorte.

La sentenza

A favore della parte civile che si è costituita in aula, rappresentata dall’avvocato Denise Canu, sono stati riconosciuto 30 mila euro di provvisionale (20 mila euro per la moglie e 10 mila euro per i figli) in attesa di una futura definizione complessiva in sede civile.

Il marito era presente in aula al momento della lettura del dispositivo della sentenza. In precedenza si era anche fatto esaminare, rispondendo a tutte le domande dei giudici e delle parti, negando in sostanza quanto gli veniva contestato nel capo di imputazione. Ma alla fine, in attesa di comprendere le cause che hanno pesato nella condanna e che verranno rese note nelle motivazioni della sentenza, un ruolo decisivo potrebbero averlo giocato i molti messaggi prodotti dalla vittima che a sua volta sarebbe stata ritenuta attendibile nel racconto fornito.

Le contestazioni

Il quarantacinquenne è stato condannato per tutte le accuse che gli venivano rivolte, sia per il maltrattamenti e lo stalking, sia per la violenza sessuale. Abusi e molestie che avrebbero abbracciato un lasso di tempo ampio, compreso tra il 2017 e il 2022. Lo stalking sarebbe tuttavia iniziato dopo la separazione della coppia, avvenuta nel marzo del 2022, e sarebbe proseguito per un paio di mesi. Le altre due contestazioni facevano invece riferimento alla convivenza problematica tra marito e moglie, con anche abusi sessuali di notte contro la volontà della consorte.

I maltrattamenti, infine, non riguardavano solo le botte cui veniva sottoposta la moglie (con anche lancio di oggetti, spesso alla presenza dei figli), ma anche gli stessi figli minorenni che a loro volta avrebbero subito delle percosse del papà in più occasioni.

Minacce anche pesanti, stando a quanto riferito dalla donna, che facevano riferimento ad armi che il marito si sarebbe procurato per aggredire la moglie e pure la suocera. Anni di angherie, quelle che sono state raccontate in aula, che il marito ha tentato di ridimensionare, negando tutto quello che veniva contestato, senza tuttavia venire creduto dal Collegio di Como che al termine della camera di consiglio è uscito per leggere il dispositivo con la pesante condanna a sette anni di reclusione. Su questa storia, nel mese di aprile di un anno fa, era anche emessa una misura di custodia cautelare.

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