Accoltellò un giovane in piazza Volta. Condannato a oltre otto anni

La sentenza a carico Sidy Kounta, ventuno anni, nazionalità italiana, residente a Cantù, è stata letta ieri dal giudice delle udienze preliminari Chiara Comunale, che non ha concesso attenuanti al ragazzo accusato del tentato omicidio di un cameriere straniero

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Como

In meno di un mese ha affondato la lama del coltello contro due persone in due liti differenti. Lo ha fatto per noia, per sbruffoneria, per farsi un nome nel balordo mondo delle gang giovanili. Il primo accoltellamento, a cinque giorni del Natale 2024 in piazza Garibaldi a Cantù, gli è costato cinque anni di carcere. Il secondo, a metà gennaio in piazza Volta a Como, si è concluso con un verdetto - emesso ieri in udienza preliminare - di 8 anni e 4 mesi di reclusione. Più di tredici anni complessivi. Che, se sconterà per intero, lo porteranno fuori dalla cella quando avrà circa 35 anni.

La sentenza a carico Sidy Kounta, ventuno anni, nazionalità italiana, residente a Cantù, è stata letta ieri dal giudice delle udienze preliminari Chiara Comunale, che non ha concesso attenuanti al ragazzo accusato del tentato omicidio di un cameriere straniero, un ragazzo di 23 anni aggredito senza alcun motivo di notte mentre raggiungeva la sorella che era passato a prenderlo in via Rubini.

I poliziotti della squadra mobile avevano ricostruito una vicenda umana già vista in città e non solo. Quattro o cinque giovani seduti su una panchina. Tra loro Sidy Kounta, vent’anni all’epoca. Una testa calda. La vittima gli è passato davanti, diretto verso via Rubini, dove la sorella lo attendeva con l’auto accesa per riportarlo a casa dopo il lavoro. Al suo passaggio, il gruppetto ha cominciato a seguirlo. A un certo punto si è voltato: «La piantate si seguirmi?».

Uno dei ragazzi si è avvicinato e gli ha sferrato un pugno. Lui è scappato. Raggiunto, è finito a terra. Ed ecco che, oltre ai pugni e i calci, è spuntato il coltello. Uno. Due. Tre fendenti. Sferrati senza motivo, all’altezza dei reni. Coltellate per rompere la monotonia di un sabato notte. Sidy Kounta era stato fermato dai poliziotti quasi subito: indossava un giubbino bianco, macchiato di rosso. Sotto i pantaloni, nascosto dentro le calze, aveva un coltello a serramanico con una lama di otto centimetri.

Il ragazzo era già finito nei guai per rissa e per rapina. E pure per il tentato omicidio di poche settimane prima in piazza Garibaldi a Cantù, quando con altri tre ragazzini violenti hanno aggredito un giovane tunisino al grido: «Ti ammazziamo noi siamo quelli della baby gang, quando noi siamo in piazza tu non ci devi mettere piede». E invece è lui che non potrà mettere piede, e per un bel po’, nelle piazze del divertimento. Dopo i cinque anni di condanna letti a novembre, ora altri otto anni e quattro mesi.

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