Ad Alzate i neo maggiorenni sono “cittadini, non spettatori”
Alzate Brianza
Lontano dalle solite cerimonie formali, l’evento è stato pensato proprio per stimolare i partecipanti: durante l’incontro, infatti, i ragazzi hanno lavorato insieme e si sono confrontati per far nascere idee concrete da proporre e realizzare sul territorio, diventando fin da subito protagonisti attivi del proprio paese. In occasione della consegna della Costituzione ai neomaggiorenni, l’associazione giovanile Lo Snodo e il Comune di Alzate Brianza hanno promosso “Cittadino, non spettatore”, un appuntamento dedicato ai giovani del territorio e al loro ingresso ufficiale nella vita della comunità.
L’iniziativa si è svolta nella sala civica comunale ed è stata pensata come un vero e proprio spazio di incontro e di dialogo tra le nuove generazioni e le istituzioni locali. Le ragazze e i ragazzi invitati a prendere parte alla giornata sono stati chiamati a vivere un momento simbolico ma significativo, che segna il passaggio all’età adulta e l’acquisizione dei relativi diritti e responsabilità. All’incontro sono intervenuti il sindaco di Alzate Paolo Frigerio e l’assessore alle politiche giovanili Mariolina Sala. A guidare le attività sono stati i volontari de Lo Snodo, attraverso un approccio “tra pari”. I volontari, con un’età compresa tra i 16 e i 25 anni, hanno proposto momenti di confronto dinamici e interattivi. L’obiettivo: mettere i ragazzi a proprio agio fin da subito, superando l’imbarazzo o la timidezza che spesso si provano davanti alle autorità, così da creare un clima informale in cui ognuno si senta libero di esprimersi, fare domande e dire la propria.
«Crediamo fortemente che la consegna della Costituzione possa essere l’occasione perfetta per valorizzare i ragazzi come risorsa attiva del territorio - sottolinea Simone Pelucchi, presidente dell’associazione Lo Snodo - Per questo abbiamo voluto costruire un appuntamento diverso dal solito, usando linguaggi e modalità dinamiche che appartengono al mondo dei ragazzi. Il nostro obiettivo è dimostrare che si può fare istituzione parlando la stessa lingua dei giovani, mettendoli al centro e stimolandoli a proporre idee concrete per il territorio».
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