Cronaca / Cantù - Mariano
Domenica 01 Febbraio 2026
Altro allarme rifiuti nel Seveso: tubi abbandonati nel fiume
Cantù. La Protezione civile è dovuta intervenire per rimuovere una matassa. Il coordinatore Montorfano: «Continuano a spuntare, primi i pneumatici»
Cantù
Per qualcuno, potrebbe essere la strana storia delle matasse di tubi che, di tanto in tanto, affiorano tra le acque nel Seveso.
L’origine di tutto: l’alluvione del 22 settembre scorso. Quando la furia della natura si sarebbe presa dal cantiere di Aipo - l’Agenzia Interregionale per il Fiume Po - all’altezza del sentiero che porta verso l’abbazia di Vertemate. una dozzina o più di grovigli. Da lì, alcuni rotoloni sono stati avvistati, altri sembrano perduti per sempre, altri sono stati recuperati. In più interventi. Già un paio di volte, prima a metà ottobre e ora in questi giorni, è dovuta uscire la protezione civile di Cantù. I tubi, infatti, pieni d’acqua, pesano eccome: per spostarli, serve un verricello. La pesca pesante nel Seveso continua.
Ad avere individuato subito le matasse già a suo tempo, in un primo momento, erano stati i volontari del Kantù Asnago Project.
«Quando c’è stata l’alluvione - riferisce per il gruppo Luigi “Stilo” Cornacchia - lo scorso 22 settembre, l’acqua ha spazzato via dal cantiere di Vertemate, dove sul fiume si stanno realizzando delle vasche di laminazione, diverse matasse, finite poi sotto il ponticello all’altezza della Cascina Volpe, in territorio di Cucciago. C’era quindi già stato un primo intervento. Poi, man mano che le avvistavamo nel fiume, abbiamo nteressato la protezione civile di Cantù, sempre efficiente nell’intervenire. A loro segnalavamo il punto. La prima volta c’è stato un rinvenimento di queste matasse nelle vicinanze del Sentiero Project. Hanno dovuto utilizzare il verricello, i tubi pieni erano diventati molto pesanti: avevamo provato anche noi volontari a spostarli a mano, ma era ompossibile. Altre matasse chissà dove sono finite». Il Seveso arriva fino a Milano. Da capire cosa risulta ad Aipo: ieri, in un giorno prefestivo, non è stato facile avere ulteriori informazioni in tempo utile.
«Ci sono già stati dei recuperi dietro il centro sportivo di Cantù Asnago - conferma Luca Montorfano, coordinatore della protezione civile di Cantù - quest’ultimo recupero di una matassa è avvenuta nella zona dietro l’Italcave. Abbiamo impegnato una squadra».
Di tanto in tanto, non mancano gli interventi sul Seveso. «Tempo fa avevamo recuperato una quarantina di vecchi pneumatici nell’alveo, bloccate nella sabbia», ricorda Montorfano. Aipo a dicembre ha terminato alcuni lavori proprio a Cantù Asnago. Anche in chiave postalluvionale.
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